Cottafava: “Vi racconto Fabio Pecchia”

Cottafava: “Vi racconto Fabio Pecchia”

L’ex difensore lo ebbe a Gubbio e Latina: “Ha grande voglia di riproporsi, e a Verona potrà fare bene”

Marcello Cottafava ha da pochi mesi appeso gli scarpini. A Ferrara ha chiuso una carriera da protagonista come difensore in vari club di C1 e B, collezionando 656 presenze e 22 reti.

L’ex centrale, che ora inizierà ad allenare gli allievi nazionali della Spal, ha un legame particolare con Fabio Pecchia, che lo ebbe nella breve parentesi di Gubbio e che poi lo volle a Latina, dove disputò, assieme alla squadra, un ottimo campionato.

“Fece tutto Pecchia, la promozione fu per buona parte merito suo, poi andò via a poche giornate dalla fine per divergenze con la società” attacca Cottafava.

Che allenatore è Fabio Pecchia?

Mi è sempre piaciuto. Lui vuole che si giochi la palla, sempre. Vuole imporre il proprio gioco agli avversari. Inoltre, a livello umano è una garanzia, sa gestire ottimamente il gruppo, sa parlare con tutti, dai più anziani ai più giovani, fino a quelli che giocano meno.

Di più, Fabio sa avere un pugno duro quando serve, senza particolari scenate, non grida nello spogliatoio ma si fa sentire toccando le corde giuste.

Perchè secondo te ha scelto Verona?

Perchè è impossibile dire no al Verona, anzitutto. Poi lui aveva un’enorme voglia di rimettersi in gioco. In gialloblù potrà fare bene. L’esperienza con Benitez lo avrà fatto migliorare ulteriormente.

Un episodio che lo descriva ce lo racconti?

Eccolo qua. 3 marzo 2013, giochiamo a Frosinone un derby accesissimo. Nel recupero del primo tempo andiamo sotto 2-0 in seguito ad un rigore con espulsione di uno dei nostri. 2-0 al Matusa e rimasti in dieci torniamo negli spogliatoi affranti, e ci aspettiamo uno sfogo del mister. Invece Pecchia prende un cesto, lo rovescia, si mette seduto in mezzo a noi che eravamo in cerchio. Passa dalla nostra parte e ci ricarica.

E come finì?

Facemmo un secondo tempo da leoni, accorciammo creando molte occasioni. Non bastò, perdemmo 2-1 ma salvammo, eccome, l’onore in un derby che poteva finire molto peggio.

Che vuoi dire al tuo ex allenatore?

Gli faccio un grande in bocca al lupo. Inizio anche io ad allenare, e senz’altro porterò nel mio lavoro anche i suoi insegnamenti.

Foto: telestense.it

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy