Fascetti: “Verona la più debole della serie A. Per la B terrei Delneri e Pazzini”

Fascetti: “Verona la più debole della serie A. Per la B terrei Delneri e Pazzini”

L’ex tecnico: “L’organico dovrà essere rinforzato”

Ex allenatore del Verona, con cui ha conquistato una promozione dalla B alla A nel 1990-1991, Eugenio Fascetti analizza la retrocessione matematica e il futuro dei gialloblù. Queste le sue parole, rilasciate a www.hellas1903.it.

Ieri, con tre giornate di anticipo, è arrivata l’aritmetica retrocessione del Verona in Serie B. Cosa non ha funzionato quest’anno?

Già in partenza i gialloblù erano una delle candidate a soffrire. C’è stato il cambio di allenatore, partite perse e altre giocate così così. Se il Verona è retrocesso da ultimo, però, vuol dire che alla fine i valori sono quelli. Ci sono annate storte, in cui va tutto male: se le partite da vincere le pareggi e quelle da pareggiare le perdi, poi subentrano tante cose. Certamente, questa, era la squadra più debole del campionato. Ma il Verona ricomincerà da capo, come è successo altre volte.

Contro il Milan, se non altro, l’Hellas ha salutato la Serie A con una vittoria allo scadere.

Il Verona sta onorando il calcio e il campionato fino alla fine, non ha regalato niente a nessuno. Questo è bello. Ora c’è da mettere una pietra sopra a questa stagione e pensare al più presto al prossimo anno.

Il Verona ha le carte in regola per recitare subito un ruolo da protagonista nella serie cadetta?

Mi sembra che l’organico, per la cadetteria, sia già abbastanza buono. Se l’Hellas vorrà tornare su subito dovrà comunque rinforzarlo, perché la Serie B è diventata un bel campionato e anche abbastanza difficile. Io terrei Pazzini: in Serie B lui può fare anche 20 gol. Un centravanti come Pazzini, per la risalita, dove lo vai a trovare? E poi…

E poi?

Io terrei anche l’allenatore, che ha fatto comunque bene. Ricomincerei da Delneri, ha grande esperienza: non vedo perché si dovrebbe cambiare, poi non so che valutazioni farà la dirigenza.

Lei, a Verona, ottenne una promozione in Serie A nonostante una situazione societaria difficile. Quale fu il segreto quell’anno e cosa ricorda di quell’avventura in gialloblù?

Eravamo un gruppo di professionisti. Di fame non si moriva certamente e quella situazione ci diede la rabbia giusta. Chi mi ricordo? Il centravanti, Raducioiu.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy