Gibellini: “Nulla è impossibile, il Verona ha il dovere di lottare fino in fondo”

Gibellini: “Nulla è impossibile, il Verona ha il dovere di lottare fino in fondo”

L’ex ds: “L’Hellas ha pagato la fragilità nei momenti chiave del campionato”

Mauro Gibellini, ex giocatore e direttore sportivo del Verona, fa il punto della situazione dei gialloblù dopo il pareggio del Franchi. Queste le sue parole, rilasciate a hellas1903.it.

Verona reduce da un buon pareggio sul campo della Fiorentina. Che importanza ha, questo punto, ai fini della classifica?

È stata una partita discretamente ben giocata, molto intensa. Nel primo tempo la squadra ha impedito alla Fiorentina di essere pericolosa, nel secondo si è ben distesa e ha avuto anche delle occasioni per vincere. Ho visto un miglioramento rispetto alle ultime due gare: se avessero avuto la concentrazione di ieri per tutto l’anno probabilmente oggi parleremmo di un Verona ben diverso. Che la situazione sia precaria è sotto gli occhi di tutti. Condivido lo spirito combattivo di Delneri, che invita tutti a crederci fino in fondo. Oggettivamente, bisogna essere realisti, serve un vero e proprio miracolo per salvarsi.

Lei è stato compagno di squadra di Gigi Delneri alla Spal: come valuta il lavoro del tecnico fino a questo momento?

Guardando la partita di ieri lo schema era più o meno quello che utilizzava Mandorlini: un 4-5-1 abbastanza compresso verso la difesa. Però rispetto al passato mi è sembrata una squadra più ordinata, le linee di difesa e centrocampo erano ben posizionate e hanno creato difficoltà alla Fiorentina. Se dovessi giudicarlo per quello che ho visto ieri, direi che ha fatto un buon lavoro: soprattutto per quanto riguarda la carica agonistica, ho visto dei miglioramenti rispetto all’ultimo periodo di Mandorlini.

Giusto ripartire da Delneri anche in caso di Serie B?

Queste sono valutazioni che farà la società a fine campionato. Per come lo conosco io, dico che è un ottimo professionista, una persona seria e di buon senso: potrebbe essere un uomo su cui puntare per l’immediata riscossa.

L’ultimo posto in classifica costringe a fare delle considerazioni sulla rosa del Verona: come valuta il mercato dell’Hellas di quest’anno e quale reparto ha visto più in difficoltà?

Non mi sembra giusto esprimere giudizi su una persona che sta operando, però non sto con chi dice che il Verona era inadeguato alla salvezza. Credo che la rosa fosse sufficiente per poter garantire la permanenza in Serie A. Le cose, poi, non sono andate come ci si aspettava, per diversi motivi. Se il Verona avesse sempre avuto lo spirito visto ieri, probabilmente oggi avrebbe molti più punti. Non voglio attaccarmi solo agli infortuni. Esprimendo un’opinione da esterno, quindi non frequentando ambiente e spogliatoio, mi è parsa una squadra che di fronte alle difficoltà si sfarinava. Ritengo questa la lacuna più importante: la fragilità nei momenti decisivi, cosa successa parzialmente anche contro Udinese e Samp. Di fronte a quelle due partite importanti purtroppo il Verona non ha risposto come tutti si aspettavano.

A gennaio ci sono state alcune cessioni importanti come Hallfredsson, che lei conosce bene, e Sala: scelte tecnico-tattiche o già in ottica programmazione del campionato cadetto?

Un po’ entrambe le cose. Hallfredsson deve giocare in un centrocampo a tre, anche Jorginho a Napoli ha avuto delle difficoltà simili: il primo anno ha reso meno di quello che sa fare, mentre oggi, rimesso nel suo ruolo naturale, sta facendo un campionato strepitoso. Quindi nel caso dell’islandese penso potesse essere anche quello il problema. D’altro canto, credo che la società abbia cercato di correggere la squadra anche con un occhio rivolto a un’eventuale retrocessione. Per avere un futuro una società deve avere i conti in ordine: purtroppo ho già vissuto qui a Verona il fallimento disastroso di Chiampan, so cosa vuol dire avere delle difficoltà economiche. La società di calcio è un’azienda sui generis, che va fatta con cuore e passione ma anche gestita come una vera e propria azienda. Penso che, se hanno agito in tal senso, abbiano fatto bene a prepararsi a un’eventuale retrocessione.

Domenica al Bentegodi andrà in scena Verona-Carpi. Una vittoria può dare un’ultima speranza ai gialloblù?

Ricordo di una salvezza incredibile del Chievo con Di Carlo, quando ormai nessuno ci credeva. Lo sport insegna a non mollare mai, questo è il dovere che ha l’Hellas. Il Verona da qui alla fine non deve guardare la classifica ma pensare ogni volta solo alla partita seguente, cercare di vincere quella. Poi alla fine si tireranno le somme. La classifica è molto deficitaria, è un’impresa ai limiti dell’impossibile, ma lo sport insegna che l’impossibile non esiste. Per il rispetto che si deve alla città di Verona e al suo fantastico pubblico, credo che Delneri e i suoi giocatori debbano dare tutto quello che possono per evitare la retrocessione.

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