Marasco: “Questo Verona ricorda il mio Verona”

Marasco: “Questo Verona ricorda il mio Verona”

L’ex gialloblù: “Grande lavoro di Pecchia e bel gioco, l’Hellas può restare in alto”

Antonio Marasco, ex centrocampista del Verona tra il 1998 e il 2000, ha parlato delle ambizioni dei gialloblù di Fabio Pecchia, suo compagno di squadra ai tempi dell’Avellino. Tra ricordi e aneddoti, dal gol promozione contro il Napoli alle parole di Prandelli a fine primo tempo di Verona-Parma 4-3, queste le dichiarazioni rilasciate a hellas1903.it.

Come hai visto il Verona in queste prime nove giornate di campionato?

Vedendo anche la classifica penso che l’avvio sia stato ottimo. È una squadra costruita per vincere e per cercare di risalire subito nella massima serie: penso che il Verona visto finora stia mantenendo le attese.

Alla guida dei gialloblù c’è Fabio Pecchia, tuo ex compagno di squadra all’Avellino: come giudichi il tecnico del Verona?

Fabio sta facendo un grandissimo lavoro: ho visto qualche partita e la squadra sta giocando veramente bene. Con lui ho fatto anche il corso a Coverciano e posso dire che è un tecnico molto meticoloso e scrupoloso, che sa il fatto suo. Il Verona gioca bene a calcio, e in queste prime giornate l’ha ampiamente dimostrato: ha trame di gioco importanti, cerca sempre la giocata, senza mai buttare via il pallone.

Dopo la vittoria contro l’Ascoli il Verona si è preso il primo posto in classifica: ha le carte in regola per restarci fino alla fine?

Sicuramente ci sono giocatori importanti, alcuni dei quali hanno giocato in Serie A fino a qualche mese fa. I numeri parlano chiaro e dicono che il Verona può senz’altro ambire alla vittoria finale del campionato. Tra giocatori esperti e giovani di qualità l’Hellas è una squadra attrezzata per il salto di categoria: questo dev’essere un anno transitorio per far sì che il Verona possa tornare a disputare il massimo campionato nella prossima stagione.

Qui a Verona, nel 1998-1999, hai centrato una promozione in Serie A con Prandelli in panchina: vedi qualche parallelismo tra l’Hellas di allora e quello di oggi?

Come sistema di gioco sicuramente si avvicina molto a quello di mister Prandelli. Una volta si parlava di 4-4-1-1, negli ultimi anni hanno iniziato a chiamarlo 4-2-3-1, ma l’idea di gioco è vicina a quella che attua anche Fabio. Penso ci siano molte similitudini con il Verona che vinse il campionato con Prandelli, e anche per questo sono portato a pensare che questa stagione possa concludersi allo stesso modo. In quella squadra avevamo giocatori di qualità come i vari Aglietti, Cammarata, Falsini, Gonnella, Brocchi e molti altri: l’Hellas di oggi si avvicina molto alla formazione che tanto bene fece nel 1998-1999.

Tuo, tra l’altro, fu il gol del successo per 1-0 che sancì la matematica promozione contro il Napoli: quali sono i tuoi ricordi di quel giorno e della tua avventura a Verona?

I due anni bellissimi che ho trascorso a Verona non potrò mai dimenticarli. Mi presero dalla Reggiana, dove non stavo attraversando un bel momento, e poi ci fu il passaggio all’Hellas. Il campionato di Serie B, concluso con la vittoria, fu indimenticabile, così come indelebile resta quel mio gol contro il Napoli. Ma…

Ma?

Anche l’anno successivo, in Serie A, facemmo veramente grandi cose: 15 risultati utili consecutivi, prendemmo il volo con quella vittoria per 4-3 contro il Parma. Poi non perdemmo più. Ricordo che quella partita, tra il primo e il secondo tempo (l’Hellas era in svantaggio per 3-1, ndr), il mister ci disse: «Ragazzi, noi siamo questi qua: se credete in quello che ci siamo detti all’inizio dell’anno, dobbiamo scendere in campo e proseguire su questa strada». E, quella strada, ci avrebbe poi portato a raggiungere una salvezza tranquilla, a battere la Juve 2-0…ricordi che non riesci a cancellare dalla mente e dal cuore. Ottenemmo quella promozione e quella salvezza con la nostra determinazione e con l’aiuto di tutto l’ambiente. In panchina avevamo, poi, un signor allenatore: tutti abbiamo visto, negli anni seguenti, che cosa è stato capace di fare. Sono certo che farà parlare bene di sé anche a Valencia.

Per concludere: sabato, al Bentegodi, arriverà una Pro Vercelli in grande forma, che ha raccolto tre vittorie nelle ultime quattro gare: che partita ti aspetti?

Sarò sincero: con l’entusiasmo che si vive a Verona e con quella curva che ti spinge a dare il massimo in campo, spetta solo ai giocatori portare a casa la vittoria. Con tutto il rispetto per la Pro Vercelli, che ha ottenuto tre successi nelle ultime quattro, però in questo momento di forma del Verona penso che gli avversari faranno fatica a scendere in campo, proprio per la voglia e la determinazione trascinante che ti fa sentire quella curva. Penso che l’Hellas, sabato, possa tranquillamente centrare l’intera posta in palio.

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