MYRTAJ: “VERONA, COI PAREGGI NON SI VA AVANTI. MA TI RIPRENDERAI”

MYRTAJ: “VERONA, COI PAREGGI NON SI VA AVANTI. MA TI RIPRENDERAI”

L’ex attaccante: “Pazzini ora avrà spazio. A Verona una delle mie esperienze più belle”

Il giorno dopo la storica qualificazione dell’Albania agli Europei di Francia 2016, Florian Myrtaj ha parlato ai microfoni di hellas1903.it dell’avvio di stagione del Verona e dei suoi trascorsi con la maglia dell’Hellas. Queste le parole dell’ex attaccante gialloblù, che in riva all’Adige ha giocato per una stagione e mezza tra il 2003 e il 2005, collezionando 47 presenze e 14 gol.

Quattro i punti raccolti dal Verona nelle prime sette giornate di campionato. Come giudichi l’avvio di stagione dei gialloblù?

Dispiace un po’ perché le cose non stanno andando come tutti pensavano, dopo l’ottimo campionato dell’anno scorso. Ci vorrà un po’ di tempo, però Mandorlini è un allenatore bravo e l’organico è buono. Al Verona manca sicuramente Luca Toni, perché lui è un attaccante che i suoi gol li fa sempre, ma i gialloblù si riprenderanno.

Domenica arriva l’Udinese al Bentegodi: Hellas già costretto a fare i tre punti?

Non credo che sia una partita decisiva, ma senza dubbio vincere aiuta a vincere. Al Verona manca la vittoria e affronta una squadra dello stesso livello in casa: serve vincere, anche per il morale. Con i pareggi non si va avanti. Con Zapata fuori per infortunio l’Hellas dovrà guardarsi soprattutto da Théréau e Di Natale: il primo è un attaccante che a me piace molto, il secondo, nonostante l’età, è un giocatore sempre pericoloso, in grado di fare qualsiasi giocata anche da fermo.

A proposito di attaccanti: al Verona mancherà Luca Toni ma probabilmente potrà contare sul rientro di Pazzini. Qual è la tua opinione sull’acquisto dell’ex giocatore del Milan?

Io sinceramente non riesco a capire la scelta di Pazzini: poteva andare in moltissime squadre dove avrebbe avuto il posto da titolare garantito, invece ha scelto il Verona sapendo che avrebbe dovuto giocarsi il posto con Toni in una squadra che, con Mandorlini, ha sempre giocato con due esterni e una punta centrale. Un po’ mi ha sorpreso la scelta del giocatore ma anche quella della società: Toni ha fatto oltre 20 gol la scorsa stagione, si capiva che poteva fare ancora un altro anno. Ora Luca è infortunato e quindi Pazzini avrà spazio: lui è un ottimo attaccante, in grado di giocare ovunque, ma non mi sembra il tipo di calciatore che se non gioca stia zitto e sia contento.

Parlando, invece, del tuo periodo a Verona, qual è il tuo bilancio dell’esperienza in riva all’Adige?

Il mio unico rammarico è di essere andato via a gennaio del 2005, con il Verona che sfiorò i play off  per un punto. Fu una scelta azzardata, però si era creata una situazione in cui avevo poco spazio e avevo voglia di giocare. L’anno precedente, invece, fu una bella stagione a livello personale: segnai 13 gol, giocando con compagni che poi avrebbero raggiunto la nazionale. A Verona sono stato veramente bene, una delle esperienze più belle della mia carriera. Anche se eravamo in Serie B i tifosi dell’Hellas si facevano sempre sentire, sia in casa che in trasferta. Per quanto riguarda i tifosi il Verona, secondo me, sta nelle prime sei-sette squadre della Serie A.

Da ultimo, vista la qualificazione agli Europei raggiunta proprio ieri dalla tua Albania, come è stato vissuto questo storico traguardo?

Nessuno se l’aspettava all’inizio delle qualificazioni, ma la squadra ha iniziato bene, trovando un allenatore (Gianni De Biasi, ndr) che ha dato grande quadratura. Ha avuto il merito in tutto e per tutto, ha unito il gruppo, ha avuto un po’ di fortuna ma anche coraggio: si sono meritati questo risultato perché è una cosa straordinaria quello che è successo. L’Albania fino a qualche anno fa guardava gli Europei dalla tv, invece ora si trova lì: comunque andrà in Francia sarà un’esperienza fantastica.

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