Penzo: “Pecchia scommessa vinta, il Verona ha la forza delle grandi”

Penzo: “Pecchia scommessa vinta, il Verona ha la forza delle grandi”

L’ex gialloblù: “L’allenatore dell’Hellas ha portato un calcio propositivo. Romulo? Con la B non c’entra nulla”

Nico Penzo, ex attaccante gialloblù tra il 1981 e il 1983, fa il punto sulla prima parte di stagione del Verona. Queste le sue parole, rilasciate a hellas1903.it.

Il Verona è saldamente in testa alla classifica dopo le prime 13 giornate: cosa ne pensa della prima parte di stagione dei gialloblù?

L’impressione finora è decisamente ottima. L’Hellas ha iniziato molto bene, è una squadra che ha grande autostima e consapevolezza dei propri mezzi. Ha, inoltre, l’umiltà giusta per affrontare un campionato particolarmente difficile come quello di Serie B.

A inizio stagione la scelta di affidare la squadra a Fabio Pecchia era stata giudicata un po’ una scommessa. Cosa ne pensa del lavoro svolto finora dal tecnico?

È vero, non aveva avuto grandi esperienze in precedenza, ma senza dubbio la collaborazione con un tecnico come Benitez lo ha aiutato molto. Credo sia giusto puntare su allenatori giovani e con la mente fresca come Pecchia, ha portato un modo diverso di approcciarsi al calcio: equilibrato ma anche propositivo, con una certa predisposizione alla fase offensiva. Ha portato, soprattutto, serenità, tranquillità e chiarezza: ha saputo dare il giusto risalto a tutti, nessuno si sente riserva di qualcun altro. Ci sono dei valori che bisogna esprimere in campo, credo Pecchia tenga conto di questo e non tanto di quello che è il passato dei giocatori che ha a disposizione.

Il Verona di quest’anno ha grande qualità in tutti i reparti. A suo avviso c’è, però, un giocatore irrinunciabile per il gioco di Pecchia?

Difficile fare una valutazione di questo tipo, certo è che vedere Romulo giocare in questo modo ti fa venire in mente il giocatore visto a Verona qualche anno fa. In questa categoria l’italo-brasiliano non c’entra niente, è evidente. È una soddisfazione vedere un giocatore di quelle qualità tornare ai massimi livelli: averlo recuperato credo sia fondamentale, sia per questo Verona che per quello del futuro. L’Hellas, però, sta ottenendo risultati come squadra: tutti si mettono al servizio allo stesso modo. Questo è un fattore molto importante per l’obiettivo finale, che è quello di riportare il Verona nella massima categoria.

Pazzini segna e fa segnare, dimostrandosi decisivo anche quando non trova la via della rete: si aspettava un simile avvio di stagione per il Pazzo?

Certamente sì, perché quando accetti di rimetterti in discussione in una categoria come quella di Serie B è perché hai grandi motivazioni e la voglia di rilanciarti. Lui veniva da qualche stagione con problemi fisici: rimettersi in discussione nel campionato cadetto, per un giocatore delle sue qualità, non è facile, ma lui si è messo a disposizione della squadra con grande umiltà. È un punto di riferimento dentro e fuori dal campo: caratteristiche che solo i grandi campioni hanno.

La prossima giornata vedrà il Verona affrontare il Novara al Bentegodi. Quali insidie nasconde la partita di domenica?

Se l’Hellas è primo in classifica, con 5 punti di vantaggio sulla seconda, è perché ha valori tecnici superiori. Il Verona, però, ha dimostrato di aver fatto il salto di qualità non solo grazie alle doti tecniche ma anche a quelle morali: umiltà, voglia di sacrificarsi, rispetto per gli avversari. I gialloblù, se continueranno a curare questi aspetti, sono certamente sulla strada che li riporterà in Serie A. Per quanto visto finora, sono fiducioso sul fatto che il Verona possa proseguire fino alla fine con questo tipo di atteggiamento.

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