VOLPATI: “È UNA VIA CRUCIS, MA LA SQUADRA DÀ IL MASSIMO E SEGUE DELNERI”

VOLPATI: “È UNA VIA CRUCIS, MA LA SQUADRA DÀ IL MASSIMO E SEGUE DELNERI”

L’ex scudettato: “Il campionato ormai è compromesso, bisogna programmare per la B. Pubblico eccezionale”

Con Domenico Volpati facciamo il punto sulla situazione del Verona e su alcuni temi caldi della travagliata stagione in corso.

Come vede la squadra? “Dal punto di vista dell’impegno e della volontà i ragazzi stanno dando il massimo in una situazione molto difficile, ormai compromessa. Questo campionato sta diventando una Via Crucis, si soffre ogni domenica. La grande nota positiva è rappresentata dalla risposta del pubblico: deriso e umiliato per anni in tutta Italia, ora sta dimostrando una maturità degna del pubblico anglosassone, con cori dal primo minuto anche se la squadra è ultima in classifica.”

La salvezza è ancora possibile? “Sono uno pragmatico, purtroppo sto già pensando all’anno prossimo e al campionato cadetto. Bisognerà creare una squadra capace di tornare in Serie A subito, la B è un campionato molto difficile e per questo bisogna essere preparati.”

Delneri può essere l’allenatore giusto per la prossima stagione? “La società prenderà le proprie decisioni, io ho l’impressione che Delneri sia un allenatore molto valido che fa dare il massimo alla squadra, non guarda in faccia a nessuno per le sue scelte e i giocatori lo seguono”.

Quanto possono avere inciso le scelte societarie sui risultati? “Sentendo il discorso del presidente Setti, mi è sembrato una persona molto lucida, seria, che non scappa davanti ai problemi e riconosce gli errori. Questi sono anche difficili da individuare perché ci sono tanti fattori che hanno inciso in questa stagione: gli infortuni, la sfortuna che tormenta la squadra… Senza questi episodi contrari ora ci sarebbero quei punti in più per sperare e non staremmo parlando di queste cose. Ma già l’anno scorso…”

L’anno scorso? “Visto il potenziale della rosa, temevo per un eventuale campionato di retrocessione. Sono stato smentito, ma l’impressione era che le qualità di Toni coprissero i difetti della squadra, come effettivamente sta succedendo quest’anno. Forse Pazzini avrebbe dovuto sopperire a questo aspetto”.

Un giudizio sul mercato? “Non sto seguendo tutti i movimenti, ma credo che il Verona debba fare acquisti mirati in funzione di un campionato che molto probabilmente sarà di Serie B”.

Cosa è cambiato nel calcio dagli anni ’80? “Oggi il fattore fisico è preponderante, ci sono un atletismo e una preparazione che sono diversi da quello dei miei tempi. Allora il calcio era più bello perché c’era il tempo per giocare il pallone, oggi i tempi si sono ristretti e i giocatori di qualità si vedono perché vanno ad una velocità superiore. Inoltre non c’erano i 3 punti, mentre ora un pareggio è una sconfitta per entrambe le squadre: è questo che ha fatto cambiare la mentalità verso il risultato a tutti costi, ogni partita diventa una finale”.

Torino e Verona sono due squadre a cui è legato, domenica si scontreranno, come finirà? “Normalmente non mi sbilancio e dico pareggio… Questa volta mi aspetto la vittoria del Verona, non con grandi acuti, ma almeno per dare morale e ripagare gli sforzi di questi ragazzi che si stanno impegnando molto e che sono davvero perseguitati dalla sfortuna”.

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