A Torino è 2-1 per la Juve, il Verona onora la maglia (quando a nulla serve più)

A Torino è 2-1 per la Juve, il Verona onora la maglia (quando a nulla serve più)

Buona gara dei gialloblù nel giorno della festa juventina e di Buffon. Gol di Rugani, Pjanic e Cerci

di Andrea Spiazzi, @AndreaSpiazzi

Ultima di campionato, è la festa del settimo tricolore consecutivo della Juventus e dell’addio al bianconero di Gigi Buffon dopo 17 anni. Lo Stadium è un catino gremito che ribolle di entusiasmo. I tifosi dell’Hellas sono vestiti in giacca e cravatta per “onorare” il biglietto da 50 euro che hanno dovuto sganciare per assistere al match. Per molti in maglia gialloblù è l’ultima gara con questi colori. In tanti dicono: “Per fortuna”, e non si possono certo biasimare. Giocatori senza attributi morali per lottare come si deve, salvo che in rare eccezioni, non possono certo far parte del Verona che verrà. La maglia l’hanno infangata, la loro pochezza si è elevata a dismisura quando il gioco si è fatto duro e si sono sciolti come il burro sul carbone vivo.

L’Hellas cerca di non soccombere da vittima sacrificale sull’altare del tripudio strisciato. Ci sono 67 punti di differenza in classifica. Alla fine sono 70, è 2-1 per i padroni di casa con un Hellas che non sfigura.

FORMAZIONI

JUVENTUS (4-3-3): Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Rugani, Alex Sandro; Marchisio, Pjanic, Sturaro; Douglas Costa, Mandzukic, Dybala. A disposizione: Pinsoglio, Szczesny, De Sciglio, Chiellini, Benatia, Khedira, Cuadrado, Higuain, Matuidi, Asamoah, Howedes, Bentancur.

VERONA (4-4-2): Nicolas; Ferrari, Caracciolo, Souprayen, Fares; Romulo, Danzi, Fossati, Aarons; Cerci, Matos. A disposizione: Silvestri, Coppola, Verde, Zuculini, Bearzotti, Petkovic, Felicioli.

Il Verona parte bene. Concede qualche conclusione da fuori alla Juve ma punge con Romulo. Al 16’ Fares si accentra in area da sinistra e calcia sul secondo palo, Buffon salva. Danzi e Fossati fanno da difensori aggiunti. Mandzukic scalda i guantoni a Nicolas di testa al 25’, Dybala un minuto dopo. La Juventus gioca tranquilla e inizia a farsi pericolosa. Douglas Costa brucia Fossati al 32’ e calcia, Nicolas si oppone coi piedi, Mandzukic tira poco dopo al volo dal limite e il portiere apre la manona in corner. Romulo scorazza a destra e Barzagli non lo tiene, sui palloni messi in mezzo la difesa bianconera è sempre in anticipo, anche quando rischia con Lichtsteiner l’autogol di testa. Cerci è l’unico fuori giri. L’attaccante, molto deludente nel finale di campionato, non si vede.

Al 40’ Dybala, in area spostato a  sinistra, accarezza il pallone e parte il pallonetto. Nicolas guarda la palla che sbatte sulla traversa, poi Caracciolo mette fuori. Mandzukic calcia alle stelle da pochi metri al 44’ dopo essersi liberato di Ferrari. Betancur sostituisce Sturaro malconcio in seguito a uno scontro con Fares. E’ 0-0 alla fine del primo tempo.

SECONDO TEMPO, RUGANI SUBITO A SEGNO, POI PJANIC FA IL 2-0

Bearzotti sostituisce Caracciolo e va a destra, Ferrari si accentra. La Juventus cerca di smaltire le scorie di una settimana di festeggiamenti e di regalare la vittoria ai suoi tifosi, nella ripresa parte con più decisione e va a segno dopo 4 minuti con Rugani, abile a sfruttare un pallone mollato da Nicolas in respinta su tiro di Douglas Costa. Malissimo Bearzotti (giocatore da C per quanto visto quest’anno) che tiene in gioco, nell’occasione, il difensore juventino. La rete dà la stura alla voglia di segnare dei bianconeri che sentono di potersi a quel punto divertire. Pjanic su punizione (fallo di Fares su Dybala) fa il 2-0 con un tiro bello ma per nulla angolato dal limite. Nicolas è al mare e la barriera pure.

BUFFON FA RIGORE, MA E’ LA SUA FESTA E PINZANI NON FISCHIA

Penoso siparietto in puro stile italiano al 15’. Matos attacca un pallone entrando in area e dribblando Buffon che irrompe su di lui atterrandolo. Pinzani non se la sente di fischiare il rigore, re Gigi deve lasciare senza subire reti e magari l’onta di un rosso. Pinzani non ha immondizia al posto del cuore.  Due minuti dopo Gigione viene sostituito da Pinsoglio. La partita si ferma. Il portiere leggenda saluta tutti i compagni tra le lacrime e la standing ovation dello stadio.

Zuculini prende il posto di Aarons. Higuain, entrato al posto di Douglas Costa, manda alto di testa al 26’. La gara rallenta di brutto e diventa passerella. Pinsoglio blocca un cross di Matos al 30’.

CERCI SEGNA, 2-1

Al 30’ l’Hellas confeziona la sua più bella azione e va a segno. Romulo parte a destra e mette un cross rasoterra su cui Cerci ricorda di essere un giocatore da serie A e in anticipo su Rugani tocca sul palo più lontano in gol. Tutto molto bello, direbbe Bruno Pizzul.

NICOLAS PARA UN RIGORE A LICHTSTEINER

Al 40’ Pinzani assegna un generoso rigore alla Juve per un mani di Bearzotti che è di spalle su un colpo di testa di Mandzukic pur tenendo il braccio largo. Sul dischetto va Lichtsteiner, anche lui all’addio, il tiro è abbastanza angolato a destra ma non potente e Nicolas in tuffo si esalta parando in corner. Finisce con una sconfitta onorevole.

Ciao Verona 2017-2018, ci hai provato, hai illuso, e sul più bello sei crollata. Setti ha perso la scommessa, Fusco lo considera un fallimento prima di tutto morale (mollezza dei calciatori, ma sopravvalutati) oltre che frutto di molti errori di gestione. Fabio Pecchia, che ha cercato di cavare l’acqua dalle pietre e l’onore da mezzi uomini, si è preso tutti gli insulti e i dileggi possibili. Lui non ha battuto ciglio, mostrando grande dignità e fermezza fino in fondo al burrone dove si è ritrovato.

Dei tre resterà il presidente. Buon lavoro al principale responsabile delle sorti dell’Hellas. Si spera che pagine come questa non si vedano mai più, anche se è già la seconda dopo quella ancor più deludente di due anni fa. Risorgeremo ancora?

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