BENVENUTO MISTER

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Delneri deve centrare una scommessa gigante. Ma come è arrivato a Verona?

Gigi Delneri è il nuovo allenatore dell’Hellas Verona. A lui il mio personale in bocca al lupo perché riesca a salvare il Verona da un disastro di cui, comunque vada, avrà purtroppo poche responsabilità. A chi lo giudica e lo accusa di essere Mister Musso, ancora prima di una partita ufficiale, ricordo solo che Andrea Mandorlini, prima del Verona, aveva nel suo curriculum Padova, Atalanta e il calcisticamente odiatissimo Vicenza. Nonostante il direttore sportivo Bigon durante la conferenza stampa (convocata alle 12.42 per le 13.30, prima ancora che l’allenatore avesse parlato alla squadra) non abbia risposto alla precisa domanda di Gianluca Vighini, sappiamo che Delneri arriva in gialloblù da terza scelta, dopo il no secco di Guidolin e il no “consequenziale” di Campedelli ad una risoluzione del contratto di Corini che avrebbe garantito all’amico di Luca Toni (e assistito da Tullio Tinti) una “buonuscita” che avrebbe coperto quasi l’intero contratto rimanente con il Chievo.

Alla fine, a pagare, è stato dunque Andrea Mandorlini, sostenuto dalla società dopo i disastri Bologna e Napoli e cacciato dopo l’accenno (sfocato) di reazione di Frosinone. Mandorlini, amato e odiato come solo i grandi, lasciato da solo al tavolo dai commensali con la scusa di una sigaretta, paga un conto salatissimo, che in ogni caso potrà permettersi, considerato lo stipendio che percepirà fino al 30 giugno 2017. Ora, pensare che Bigon si sia messo di traverso all’esonero un mese fa risulta assai difficile da credere (sappiamo chi prende le decisioni, anche sportive, in questa società). E le frasi di oggi in conferenza stampa ci fanno sospettare che il suo messaggio fosse per altri: “Abbiamo ritenuto in passato che non fosse utile cambiare. Oggi, con il senno di poi, si può dire sia stato un errore. Abbiamo fatto scelte razionali e ponderate, oggi ci ritroviamo ultimi in classica, siamo qui per ripartire e credo che mister Delneri sia  la persona giusta”. Forse Bigon comincia ad avvertire qualche fastidio nell’essere “gestito” in modo diretto (e non dal presidente).
Domani c’è il Pavia, domenica l’Empoli. Spero con tutto me stesso che un nuovo modo di allenarsi, delle nuove idee di gioco e una mentalità diversa possano fare l’apparentemente impossibile. Di certo, se ciò accadrà, non dimenticheremo mai, neppure per un momento, questi giorni crudeli, e di questi giorni non dimenticheremo i responsabili che hanno preso un gioiello e lo hanno trasformato in una patacca.

 

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