CAVERZAN: “POCA QUALITÀ E ASSENZA DI IDEE DI GIOCO ALTERNATIVE”

CAVERZAN: “POCA QUALITÀ E ASSENZA DI IDEE DI GIOCO ALTERNATIVE”

L’ex gialloblù: “A Carpi servirà intensità e un nuovo modulo”

Terzino gialloblù tra il 1993 e il 1998 e vice allenatore di Pellegrini nel 2007-2008, Diego Caverzan, ai microfoni di hellas1903.it, fa il punto della situazione del Verona dopo le prime dieci giornate di campionato.

Gialloblù sconfitti 2-0 ieri sera contro la Fiorentina: che Verona ha visto?

Ho visto un Hellas in difficoltà innanzitutto perché gli mancavano uomini importanti. Il momento è molto delicato, la Fiorentina è una grande squadra e penso che anche con i gialloblù al completo i viola avrebbero vinto la partita: i valori erano molto differenti. All’inizio è stata una gara equilibrata, poi appena sono andati sotto si è fatta molto dura, anche perché in avanti hanno fatto poco o niente.

Verona in fondo alla classifica e ancora a secco di vittorie. Sono solo le assenze le cause di questo avvio negativo?

Gli infortuni hanno influito, ma è mancata anche un po’ di qualità. In certe partite valuterei anche la posizione di Mandorlini: i risultati gli hanno sempre dato ragione con il 4-3-3 però ci sono state delle partite dove, a mio parere, poteva anche cambiare formazione, provando a giocare in modo diverso. So che è dura per uno che ha delle idee e che allena sempre con un certo modulo di gioco, però in alcune situazioni secondo me poteva anche valutare di cambiare la tattica per affrontare certe squadre.

Nel 1996-97, con Gigi Cagni in panchina, il Verona dopo dieci giornate aveva un punto in più rispetto a quello attuale: alla fine sarebbe retrocesso con dieci lunghezze di distacco dalla zona salvezza. Lei che ha vissuto quella stagione in prima persona, vede qualche analogia con la situazione di oggi?

Il problema principale è che, avendo pochi punti, quando arriva la partita che devi assolutamente vincere nascono paure, il tempo passa e il pareggio non è sufficiente. Nelle prossime gare ci sarà un calendario più abbordabile e mi auguro che arrivi questa vittoria fondamentale. Dobbiamo ancora affrontare Carpi, Bologna, Frosinone ed Empoli: squadre che sulla carta sono sul nostro stesso livello, però loro in questo momento sono più avanti per quanto riguarda il punteggio. Facevamo fatica noi allora e vedo che sta facendo molta fatica anche il Verona oggi. Il problema principale è che all’interno del giocatore possano nascere le classiche paure e che alla lunga tutto l’ambiente cominci a non credere più alla salvezza. Per questo mi auguro che si riesca a centrare questa prima vittoria e raggiungere quelle squadre che hanno 5-7 punti in più del Verona.

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Secondo lei ha fatto bene la società a confermare la fiducia a Mandorlini?

È normale che quando le cose vanno male il primo a pagare è l’allenatore, perché non si può pensare di cambiare chissà quanti giocatori a gennaio. Il Bologna in classifica ha un punto in più e ha esonerato Delio Rossi, ci sono quelle squadre che al momento hanno grosse difficoltà. Adesso dire che Mandorlini ha finito il suo ciclo mi viene difficile, però penso che non si possa neanche aspettare più di tanto.

Domenica il Verona affronterà il Carpi in una sfida fondamentale in chiave salvezza. Visto che i gialloblù difficilmente recupereranno molti degli assenti, cosa servirà per andare a fare i tre punti?

Sicuramente l’Hellas dovrà puntare sull’intensità, che senza dubbio avrà anche il Carpi. Ieri Borriello è stato espulso e anche loro avranno qualche assenza. È indispensabile affrontare la partita con serenità ma anche, a mio avviso, con un altro modulo: senza Toni e Pazzini lì davanti si fa molta fatica a giocare con il 4-3-3. Valuterei il fatto di adottare una soluzione tattica diversa.

(foto Getty Images)

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