CINQUE COSE CHE HO VISTO IN FROSINONE-VERONA

CINQUE COSE CHE HO VISTO IN FROSINONE-VERONA

Analisi di un clamoroso insuccesso

1) Se quella contro il Frosinone era la partita da dentro o fuori, personalmente inizio a sentire parecchio freddo. E, paradossalmente, il 3-2 finale è bugiardo e penalizza eccessivamente il Frosinone. Una squadra che, in quanto a gioco, non passa certo momenti migliori dell’Hellas, ma che vive di intensità e passione. E se ciò basta a fare tre peri al Verona e acchiappare tre punti, non è un loro problema, ma nostro. Le segnature del Verona arrivano entrambe da calcio da fermo e nei minuti in cui il Frosinone, avendo messo la partita in ghiaccio, stava già pensando al panettone. Parlare di reazione puoi, ma solo se premetti il “fate pure” concesso dai ciociari.

2) Solo per capire meglio. Vai in ritiro. Osservi la squadra. Hai di nuovo disponibili Toni e Pazzini. Devi terrorizzare psicologicamente gli avversari. Schierali insieme, cambia modulo e chissenefrega. Ti stai giocando tutto. E invece no, moriremo sì, ma moriremo quattrotretreisti e pallalunghisti. Poi: Rafael si auto-espelle, hai Siligardi in forma e ispirato. Rimedia, metti Pazzini, togli Gomez e arretra Siligardi, ma tienilo in campo. Non se ne parla. Solo una cosa: perché tutto ciò? Perché questo accanimento a pestarle tutte e a tornare indietro se, per sbaglio, ne eviti qualcuna?
3) Toni è sempre lui, anche su una gamba e bendato: le prende tutte, trova la porta e, per la prima volta dopo settimane, il Verona tira in porta. Viviani il pubalgico arrivato sano, seppur da fermo, è prelibato: gol e assist, idee e lanci. Bianchetti per quasi tutto il match appare concentrato ed elegante (incredibile cosa fanno i giovani quando li fai giocare eh!).
4) Pazzini e Gomez si sono stirati. E questa è una non-notizia. Entrati in infermeria, hanno trovato Fares, Marquez, Matuzalem, Romulo, Sala, Albertazzi, Zaccagni e Jankovic. Se continua così l’Hellas Verona farà una brutta fine, ma ai prossimi campionati mondiali di briscola saremo i favoriti. Noi siamo in attesa che i medici e i massaggiatori ci mettano la faccia e ci spieghino, in termini tecnici, cosa sta accadendo. E se non lo sanno se lo facciano spiegare dai millemila medici a cui il Verona invia degenti. Allenarsi a Peschiera senza sparring partner, con soli due test all’anno con la Primavera, sempre a ritmi bassissimi, si traduce nella logica conseguenza che, adeguandosi al ritmo partita, i muscoli dei nostri facciano crac. Ora si capisce perché Sogliano si battesse così tanto per avere la Primavera insieme alla prima squadra.
5) “Mi vedrò con il presidente, parlerò con lui e poi è giusto che il club faccia le sue scelte”. Improvvisamente sparisce Gardini, il Ds si smarca con una finta di corpo degna di Messi, e la patata (parecchio bollente) passa nelle mani di Setti. Tutti che si dicono pronti ad assumersi le “proprie responsabilità”, ma esattamente, ciò, in cosa consiste? Nel mandare via Mandorlini? Ma ha sbagliato Mandorlini ad essere se stesso, o ha sbagliato chi gli ha fatto firmare due anni di contratto (con opzione per il terzo) e non lo ha esonerato quando la situazione si poteva realmente recuperare? No, perché se costa così poco, anch’io voglio prendermi le mie responsabilità: in che ufficio si presenta la domandina?
5 bis) Non l’ho dimenticato. Rafael. Una follia, Rizzoli impeccabile. Ma far ricadere tutte le colpe su di lui è ricolo. Più o meno come multarlo, additandolo, di fatto, come capro espiatorio e piazzarselo davanti per farlo impallinare, sperando che finiscano presto le munizioni. Ma in cuor nostro siamo sicuri che il ragazzo non sarà multato e che sia trattato di un errore di traduzione dal bigonese all’italiano.
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