CINQUE COSE CHE HO VISTO IN VERONA-ATALANTA

CINQUE COSE CHE HO VISTO IN VERONA-ATALANTA

La prima vittoria in campionato dell’Hellas è un’emozione unica

 

1) Ho sempre avuto un rapporto molto conflittuale con le emozioni per tutta una sere di vicende familiari che a voi interesseranno quanto gli orari dei bus di Stallavena, quindi ve le risparmio. In questi anni ho esultato per le risalite dall’inferno e per le ascese in paradiso. Ho eletto Busto Arsizio città ideale in cui vivere, ma anche Reggio Calabria mi sembrava improvvisamente bellissima. Poi è arrivata la Serie A, Luca Toni, e la straordinaria storia recente. Ogni volta è stata un’emozione nuova e diversa. Vincere dopo 22 partite di digiuno è stato bellissimo. Dopo un’attesa di nove mesi, dopo una gravidanza piena di rabbia e delusioni. E chissenefrega se sia valsa a poco o nulla (forse). Ieri ero ospite su Telenuovo e ho dovuto saltare la risposta perché l’emozione mi ha improvvisamente fregato. Ho fatto la figura del pollo. Ma chissenefrega. Tifare Hellas per me è esattamente questo: essere irrazionali e profondamente romantici, e ieri vincere è stato catartico. Chi riesce a trattenere le proprie emozioni non sa emozionarsi.

 
2) Mi ha emozionato la vittoria ma soprattutto la prestazione commovente della squadra. Sono ragazzi a cui ne abbiamo dette abbastanza in questi mesi, e che in silenzio hanno iniziato a lavorare. Che a lungo, per varie ragioni, sono stati concausa dei loro mali. Ieri hanno vinto con il cuore, coordinati da un allenatore che fino all’ultimo tatticamente ha provato di tutto pur di regalarci/regalarsi/regalare loro questa vittoria. Continuo a pensare che siamo virtualmente retroecessi a gennaio. I punti dalla Sampdoria quartultima sono 10. Noi pensiamo a vincere, asfaltiamo l’Inter (dando loro il secondo dispiacere) e poi si vedrà. Dalla nostra il fatto di giocare e sudare da un mesetto.
 
3) Wszołek. “Se avesse anche un grande tecnica oltre a questa velocità non sarebbe qui” ha detto ieri Delneri. È vero. Il cuore e la dedizione di questo ragazzo sono impagabili. L’operazione che ci ha dato il 100% del suo cartellino e circa 4 milioni di euro in cambio di Sala (già rotto) è stata mirabile e credo suggerita dallo stesso Delneri, che sta facendo crescere tantissimo quel polacco un po’ così. “C’era un polacco”, sembra una barzelletta. C’era un giocatore che suscitava sorrisini (i miei) e che con estrema umiltà ci ha fatto piangere di gioia. Come lui Moras, Helander, Pisano, Siligardi. Tutti uomini che ieri ho visto orgogliosi non della vittoria ma di averla regalata a noi.
 
4) L’Atalanta ha un livello tecnico superiore al nostro. Ha un attacco tra i migliori della Serie A per assortimento e qualità. Ci ha messi in difficoltà, ci ha fatto male sugli esterni e ci ha fatto impazzire in avanti con un Diamanti che non ha dato un solo punto di riferimento. Abbiamo vinto con il cuore e per errori della loro difesa, terrorizzata (lo ha confermato Reja) dall’avere davanti Toni Luca e Pazzini Giampaolo. Forse inadeguati insieme per determinate partite a giudizio di Delneri, hanno dimostrato che il calcio ha regole che non sono solo tattiche e che due così ti mandano in tilt una difesa e soprattutto che se non la prende uno, la prende l’altro. Accompagnati dagli esterni, riforniti da cross a ripetizione. Giocare a calcio è una cosa davvero bella. E ci è mancato. Mister, non essere mollo, falli giocare, sempre.
 
5) Pazzini. Ieri ha fatto una bellissima intervista. Mi è sembrato uomo e sincero. Dice che rimarrebbe anche in Serie B (se B sarà). La linea delle cessioni e delle conseguenti monetizzazioni, rimpiazzate da prestiti secchi, era la più logica: bei giocatori come Gilberto e Rebic (aspettando il vero Marrone) non sarebbero mai arrivati e la Fiorentina non li avrebbe mai mandati. Unica obiezione sulla scelta degli altri: Furman e Samir non parlano una parola di italiano. Il calcio ha una lingua internazionale ma la tattica no. Non sarà semplice: immaginate un incontro a tre Delneri, Furman e Samir. Loro, con tutte quelle “r”, non dovevano essere presi. Scherzo. 
 
5 bis) Ai 25 e ai 55 di ogni ora parte un Frecciabianca da Verona Porta Nuova per Milano Centrale, biglietti a partire da 22 euro. Altrimenti ci sono i regionali. Ripuliamo casa e diamo tutti una mano al presidente a ricostruire. Io credo risorgerò.
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