D’Amico: “Grosso in discussione come tutti. Periodo di flessione, ci risolleveremo”

D’Amico: “Grosso in discussione come tutti. Periodo di flessione, ci risolleveremo”

Il ds parla alla Gazzetta dello Sport: “Su Pazzini capisco il rumore per le sue esclusioni, darà il suo contributo”

di Redazione Hellas1903

Il direttore sportivo del Verona Tony D’Amico parla per la prima volta ai media dopo l’avvio del campionato. Lo fa sulla Gazzetta dello Sport analizzando il momento della squadra, che dopo un inizio sprint è ora in calo.

“Più che di crisi parlerei di un periodo di flessione – dice il ds – ma è in questi momenti che ci si compatta. E’ un passaggio necessario per costruire una squadra forte”.

Grosso in discussione? Lo siamo tutti da quando siamo arrivati a Verona, sapendo quali siano gli obbiettivi e le ambizioni che ci sono all’Hellas. Ma sono convinto che sia l’uomo giusto per portarci dove desideriamo essere. E’ giusto giudicare il calo anche in quanto figlio del grande rinnovamento che c’è stato, con una squadra ricostruita per il 70 per cento dell’organico. Una rivoluzione”.

Su Pazzini D’Amico spiega: “Fa parte del progetto, per tre volte è partito dall’inizio. Capisco che le sue esclusioni facciano rumore. Ora è così, ma questo non significa che non sarà utile all’Hellas, come già ha saputo essere”.

Venendo al campionato di quest’anno questa l’analisi del ds: “La B ha un livello più alto rispetto alle ultime stagioni. Molte società hanno investito in modo cospicuo: noi, Benevento, Brescia, Palermo, Perugia, con il Crotone che ha tenuto l’ossatura dello scorso anno. La competitività è elevata. In questo senso le prossime gare (contro Brescia, Palermo, Benevento e Pescara) ci daranno la misura del nostro valore”.

Il Bentegodi e il clima di contestazione. “Prima della partita di Ascoli stava nascendo un’intesa. Col Lecce abbiamo perso ma la Curva ci ha applauditi. La gente di Verona sa riconoscere quello che dai. Se siamo stati fischiati probabilmente le nostre prove sono state al di sotto delle possibilità che abbiamo. Sta a noi conquistare la fiducia. Senza fare proclami, perchè le parole se le porta via il vento”.

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