DELNERI, IL VERONA E QUEL 4-4-2 DA TROVARE

DELNERI, IL VERONA E QUEL 4-4-2 DA TROVARE

L’Hellas e la possibilità di passare al modulo caro al nuovo tecnico

Carriera a corrente alternata, quella di Luigi Del Neri.

Fatta di successi sportivi e bel gioco quando ha avuto modo di programmare, ma anche di dimissioni e diversi esoneri. Empoli, Ternana, Roma, Palermo, Chievo-bis, Juventus e Genoa, senza dimenticare quello, forse immeritato, al Porto, dove fu allontanato prima ancora di cominciare per avere messo ai margini della squadra elementi ritenuti “intoccabili” dalla dirigenza e magari anche da qualche agente importante.

Tutto in nome di una costante che lo ha sempre accompagnato nel bene e nel male: il 4-4-2, modulo a lui tanto caro e dal quale non si é mai dissociato. C’é quindi da aspettarsi che é così che il nuovo Verona scenderà in campo, magari proprio da stasera, nella prima apparizione ufficiale in panchina dell’allenatore friulano.

Una domanda sorge spontanea: la rosa attuale dell’Hellas – costruita per un 4-3-3 o eventualmente un 3-5-2 – é adatta o si adatta al 4-4-2? Per poter rispondere, così da aspettarsi dove la societá potrebbe (e dovrebbe) intervenire nel mercato di riparazione, bisognerebbe prima capire cosa questo modulo richiede in termini di uomini e caratteristiche.

Senza dubbio che almeno uno dei centrali di difesa sia veloce e bravo nelle letture in anticipo delle situazioni di gioco, soprattutto ora che verrá a mancare lo “schermo” difensivo rappresentato dal centrale basso di centrocampo. E nessuno fra Marquez, Moras, Bianchetti ed Helander fa della rapidità il suo punto di forza.

Esterni difensivi che sappiano difendere ma anche sovrapporsi senza palla per creare superiorità numerica sulle fasce. Pisano e Souprayen, . Aspettando Romulo e Wink e non considerando Albertazzi uno specialista in quel ruolo, qualcosa sicuramente manca, probabilmente più a sinistra che a destra.

Centrali di centrocampo disciplinati tatticamente e capaci di fare entrambe le fasi. Viviani, se sta bene, si. Halfredsson, Ionita, Sala, Romulo e Greco sono “mezzali” che potrebbero trovare non pochi problemi senza il regista arretrato alle loro spalle. Un innesto, anche qui, sarebbe più che opportuno.

Esterni di centrocampo abili nell’uno contro uno e con facilitá di cross. A destra, Sala, Romulo, Jankovic e forse Wink potrebbero in qualche modo adattarsi, con il serbo potenziale soluzione a piede “invertito” anche a sinistra. Dall’altro lato invece qualcosa manca, visto che Halfredsson non ha il passo da esterno, Siligardi e Gomez svolgono poco la fase difensiva e Fares può essere considerato per ora solo un rincalzo.

In attacco le due punte devo essere prima di tutto compatibili e abili nel gioco aereo. Considerando Toni un punto fermo, può essere Pazzini il compagno di reparto ideale? Del Neri in conferenza stampa ha detto di sì a chiare parole (ma poteva esordire diversamente?), io ne sono meno convinto. Spero di sbagliarmi, ma una seconda punta che “veda” la porta sarebbe tutt’altro che sgradita.

Senza dimenticare un portiere che, oltre a parare, sappia giocare “alto” rispetto alla linea di porta e dia sicurezza ad una difesa finora molto incerta.

Una squadra da rifondare insomma… Ma come non potrebbe esserlo dopo il fallimento iniziale ed un quasi certo cambio di modulo? Servono punti, da subito. Per l’esattezza, 34 in 24 partite, proprio quelli che Del Neri conquistò con la Roma, troppo pochi per evitagli l’esonero. A Verona, al contrario, lo renderebbero un eroe.

Roberto Gagliardi 

@GagliardiRob

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