DELUSIONE VERONA: SCONFITTA A UDINE, RABBIA PER UN GOL IN FUORIGIOCO

DELUSIONE VERONA: SCONFITTA A UDINE, RABBIA PER UN GOL IN FUORIGIOCO

2-0, in gol Badu (posizione nettamente irregolare) e Thereau su papera della difesa. Hellas mai in partita, la B si avvicina

Il Verona perde a Udine una partita fondamentale per la corsa salvezza. Ne prende due (il primo in netto fuorigioco di Badu che condiziona la gara) e non riesce nemmeno a farne uno, dando mai l’impressione (o solo a gara compromessa) di potersela davvero giocare coi bianconeri.

La mazzata è pesante e rischia di polverizzare le già flebili speranze di salvezza. Del resto, a questa squadra non si può chiedere troppo. C’è chi, avendo contribuito a la costruirla, come Gardini, se n’è appena andato dopo aver visto naufragare i “sogni di gloria”. Chi è rimasto a combattere deve farlo anche contro i suoi limiti, che non possono essere sempre superati. Delneri ha avuto il merito di aver ridato dignità  e fiducia ma pure lui non può raddrizzare i piedi o far punture di carattere e fosforo.

Il tecnico gialloblù deve fare a meno di Moras squalificato, al suo posto c’è Bianchetti. Vicino a lui Helander, ai lati Pisano a destra e Fares a sinistra. In mezzo Wszolek e Siligardi le ali, Ionita e Marrone a mordere e costruire. Pazzini e Toni completano l’undici, con in porta, naturalmente, Gollini.

Colantuono ci prova col 4-3-3: Karnezis – Piris, Danilo, Felipe, Adnan – Badu, Guilherme, Kuzmanovic – Bruno Fernandes, Di Natale, Thereau.

Nella  Dacia Arena si impongono i decibel dei 2068 tifosi gialloblù, i loro canti a sostegno della squadra sono incessanti.

Pronti via e il Verona rischia: Helander chiude su Bruno Fernandes pronto a colpire a destra. I bianconeri partono aggressivi. Wszolek, però, scalda presto i muscoli e inizia a macinare a destra, controbilanciando la spinta avversaria. La gara è vivace, Di Natale spreca in contropiede, risponde Wszolek che viene fermato in corner al 13’.

Al quarto angolo conquistato, il Verona va vicino al vantaggio. Dopo uno schema con cross di Marrone, Helander stacca e inzucca, la palla esce di un metro. 16: Ionita rimedia un taglio sul naso saltando assieme ad Adnan che allarga il gomito. Pazzini accusa dolore alla caviglia sinistra, in campo è battaglia. Si scaldano Rebic e Gomez. Il Pazzo e Toni faticano a dialogare.

Di Natale colpisce male di testa al 21’. Bruno Fernandes brucia Marrone a centrocampo e fa trenta metri prima di calciare, Gollini devia in corner un tiro non irresistibile al 23’. Siligardi tampona e riparte con efficienza, ma più in mezzo sono i bianconeri ad avere il predominio. Bruno Fernandes, con Fares in difficoltà, crea i maggiori pericoli a destra, al 30’ Guilherme e Thereau non ci arrivano per un soffio.

L’Udinese passa al 31’ con un gol in fuorigioco di Badu, che incorna in posizione nettamente irregolare su cross di Di Natale. Vantaggio meritato, ma la rete è da annullare, invece gli assistenti di Doveri dormono, in particolare tal Dobosz che sta un metro dietro all’azione.

Karnezis para su Pazzini al 38’, sussulto del Verona che prova a reagire faticando non poco a trovare il ritmo necessario. L’attaccante si fa però ammonire per proteste e, diffidato, salterà la prossima con la Sampdoria. Finisce 1-0 un primo tempo combattuto e a tratti nervoso, con un Hellas affaticato e poco produttivo.

Romulo per Siligardi ad inizio ripresa è il primo cambio di Delneri. L’italo-brasiliano si posiziona a destra, Wszolek cambia fascia. Piove a dirotto, il terreno si fa pesante.

3’: Marrone illumina per Pazzini che solo davanti a Karnezis al volo calcia altissimo, occasione d’oro sprecata. Al 10’ entra Rebic per Pazzini. Un minuto dopo l’Udinese raddoppia. La papera della difesa del Verona è doppia: Gollini respinge un tiro di Di Natale sui piedi di Thereau che è tenuto in gioco da Fares, unico a non salire della retroguardia. Per il francese è un gioco mettere in porta. Raddoppio micidiale.

La mossa della disperazione è quella di far entrare Gomez per Wszolek al 17’. L’Udinese punta ad addormentare la gara, mentre il 4-3-3 dei gialloblù fatica a funzionare.

Danilo al 26’ sbaglia da un centimetro su traversone di Di Natale. Non ci sono segni di riscossa. Romulo e Gomez, i veterani, passeggiano come fantasmi, Toni sparisce, Rebic non incide, Fares cerca di non fare ulteriori danni. Almeno lui, dalla sua, ha l’età come parziale scusante di una gara da dimenticare.

Nel finale il Verona attacca in maniera leggera. Karnezis para facile su Gomez, Marrone spara sulla barriera, Toni si avvita in un’improbabile rovesciata.

Il Verona perde, la B si avvicina (ma non è mai stata lontana), e chi festeggia per il paracadute super milionario non capisce nulla di cosa sia la sofferenza che può portare al tifoso vero una una retrocessione.

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