Ganz salva un pessimo Verona: 1-1 a Vercelli

Ganz salva un pessimo Verona: 1-1 a Vercelli

Gara deludente dei gialloblù che nel recupero trovano l’1-1. Ma così in A non si va

Simone Ganz salva al 93’ il Verona da una sconfitta che sembrava scritta a Vercelli, dove va in scena uno dei peggiori Hellas del campionato. Molle, lenta, confusa, imprecisa, inconcludente, la squadra di Pecchia subisce un gol di Rolando Bianchi in un primo tempo giocato malissimo, va contro il muro dei piemontesi sempre con palla lunga in una ripresa a ritmi blandi, con troppi errori e troppa sufficienza. La Spal ed il Frosinone, invece, vincono a suon di gol e meritano ampiamente le prime due posizioni.

4-3-3 per il Verona con Pisano che rientra. I centrali sono Caracciolo e Bianchetti, a sinistra Souprayen. Romulo, Fossati e Zaccagni a centrocampo, in avanti c’è Ganz al centro dell’attacco con Siligardi e Bessa.

Longo schiera il 3-5-2. Tra i pali Provedel, dietro Luperto, Bani e Germano sono i tre centrali. In mezzo al campo Berra, Legati, Emmanuello, Vives ed Eguelfi, in avanti Rolando Bianchi e Aramu.

Al 5’ Verona subito pericoloso con un tiro da fuori di Bianchetti salvato in corner da Provedel. Il fianco sinistro dei gialloblù si scopre in un paio di occasioni, ma senza conseguenze pericolose. Sono i gialloblù inizialmente a fare la partita, con Romulo che si sposta in avanti e Bessa che va spesso a ricevere il pallone per impostare. La Pro Vercelli parte guardinga, poi alza il baricentro e sempre a destra diventa pericolosa. Zaccagni stende Aramu al 17’ sul lato corto dell’area e prende il giallo. Souprayen viene fasciato alla testa in seguito a una botta. La gara si fa brutta non poco. Il Verona non riesce a costruire e con quel poco che fa non impensierisce nemmeno i raccattapalle. Zaccagni rischia il secondo giallo per una trattenuta e meriterebbe la sostituzione. Ganz si vede per la prima volta al 35’ con un tiro senza pretese dal limite che finisce sul fondo. I cross di Pisano e Romulo sono da dimenticare, Siligardi è impalpabile e pure Bessa sbaglia. E’ il peggior primo tempo del Verona che deve ringraziare i piedi storti di Berra più volte trovatosi libero a destra ma maldestro nel servire i compagni.

ROLANDO BIANCHI A SEGNO, 1-0

II piedi buoni, invece, ce li ha il vecchio Rolando Bianchi che al 42’ raccoglie un pallone vagante e poco dentro l’area spara un destro a mezza altezza che Nicolas non vede neppure. Buio totale, un misero Verona se ne va negli spogliatoi.

SECONDO TEMPO,  PICCOLO VERONA PROVA A CRESCERE

Zaccagni lascia il posto a Luppi nell’intervallo, Pecchia prova a scuotere i suoi nella ripresa. Qualche segnale c’è, e al secondo angolo in due minuti, al 6’ Caracciolo spedisce fuori di testa. Longo inserisce Castiglia per Vives. La pro Vercelli si chiude, i tentativi del Verona sono lenti e telefonati. Fossati, dopo Zaccagni e Pisano, è il terzo ammonito. Al 10’ Siligardi imbecca Ganz che gira di testa ma la palla esce. I gialloblù non riescono ad andare sul fondo e partono cross alla rinfusa. Su uno di questi si getta Caracciolo ma ancora il colpo di testa non riesce. Nardini per Aramu al 16’ è il secondo cambio in casa Pro Vercelli. Luppi regala un po’ di corsa e di brio ma da solo nulla può, Siligardi torna a calciare basso da corner, i ritmi sono da scapoli-ammogliati, mentre Spal e Frosinone vincono.

Al 24’ Pecchia toglie Romulo (pessima gara nel grigiore globale) e fa entrare Cappelluzzo. Rolando Bianchi lascia il posto a Comi al 28’. Un tiraccio di Luppi regala il pallone ai tifosi dell’Hellas al 31’. Siligardi è irritante, perde palloni a raffica. I crampi di Pisano (un errore rimetterlo dentro) sono da tragicommedia, manco avesse giocato la gara della vita.

GANZ! IL VERONA SI SALVA NEL RECUPERO

Quando tutto sembra perduto un lampo di Ganz regala al Verona un pareggio insperato. Nella roccaforte dell’area piemontese arriva un pallone che l’attaccante gira di testa in porta.

Il Verona si salva al 93’. I gialloblù, tuttavia, non meritano alcun complimento, perché la partita di Vercelli racconta di una squadra che nulla ha a che fare con la promozione diretta in A. Non resta che tornare a vincere e convincere per far ricredere gli scettici, che da oggi sono senz’altro ancor di più.

 

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