Genoa difesa bunker, Verona sterile in avanti, la preview della partita

Genoa difesa bunker, Verona sterile in avanti, la preview della partita

Il gioco della squadra di Ballarini, quinta miglior retroguardia del torneo

di Michele Tossani, @MicheleTossani

Reduce da cinque sconfitte nelle ultime sei partite, intervallate dall’unico successo ottenuto contro il Cagliari (unica gara di questa striscia nella quale i gialloblù siano riusciti a segnare), il Verona si appresta ad affrontare un’altra partita di fondamentale importanza nella corsa alla salvezza.

Dopo l’inattesa sconfitta casalinga subita ad opera del Sassuolo, la squadra di Pecchia dovrà cercare di conquistare i tre punti nell’insidiosa trasferta di Genova. Impresa che però non si presenta facile dato che i rossoblù sono una squadra trasformata rispetto a quella di inizio stagione. Merito del tecnico Ballardini che, subentrato a Juric nello scorso novembre, ha saputo trasmettere nuove certezze tattiche alla squadra, reindirizzandola verso un gioco più pragmatico.

Grazie a questa svolta, il Genoa è ormai praticamente salvo e mette in mostra una fase difensiva particolarmente efficace che ha reso i rossoblù la quinta difesa del campionato in termini di gol subiti (33) e la settima per quanto riguarda gli expected goals against (35.06), il dato che indica le reti che la squadra di Ballardini avrebbe dovuto subire in base alle occasioni concesse.

Perno sul quale è stata costruita questa solidità nella fase di non possesso palla è la linea difensiva a cinque che gioca molto bassa, col Genoa che privilegia la copertura della profondità e la ricerca di compattezza e densità centrale.

La difesa posizionale genoana tende a veicolare il gioco avversario verso gli esterni col Genoa che non ha paura di difendere gli eventuali cross messi dentro la propria area di rigore, dove i difensori genoani hanno chili e centimetri per contrastare gli attaccanti rivali nel gioco aereo.

Difendendo a cinque, i due braccetti della difesa a tre non hanno problemi a mantenere la propria aggressività seguendo in avanti l’uomo che si trova nella loro zona di competenza. Qualche difficoltà in più invece i tre centrali la mostrano quando si tratta di scivolare esternamente per coprire lo spazio alle spalle dei laterali.

Quando detto rende evidente come, teoricamente, la trasferta di Genova presenti delle difficoltà per una squadra come il Verona che ha, come detto, necessità di conquistare i tre punti e, quindi, di segnare, pur presentando diverse problematicità proprio a livello offensivo.

Ma la squadra di Pecchia non dovrà solo scontrarsi con una difesa attenta. Infatti, nonostante i problemi in fase offensiva del Genoa (i rossoblù hanno segnato lo stesso numero di reti del Verona) la compagine di Ballardini è comunque in grado di sviluppare interessanti azioni in contropiede. L’azione di risalita viene spesso fatta utilizzando come punto d’appoggio Pandev, con il macedone che si posiziona usualmente da numero 10 alle spalle di Lapadula o Galabinov.

Agendo da raccordo fra centrocampo e attacco l’ex laziale e interista permette alla sua squadra di guadagnare campo combinando con esterni ed interni del centrocampo genoano.

Proprio fra questi ultimi ci sono giocatori come Bessa, Hiljemark, Rigoni e Bertolacci (ultimamente utilizzato da play basso al posto di Miguel Veloso) in grado di attaccare la profondità, supportando gli attaccanti.

Per avere la meglio su una squadra così organizzata il Verona dovrà cercare di sfruttare le corsie esterne stando però allo stesso tempo attento alle coperture preventive, proprio per evitare pericolose transizioni.

Michele Tossani

@MicheleTossani
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