GOLLINI: “ORA DOBBIAMO VINCERE”

GOLLINI: “ORA DOBBIAMO VINCERE”

Il giovane portiere gialloblù si racconta e parla della delicata situazione del Verona.

Pierluigi Gollini, il baby portiere gialloblù ha parlato a Radio Bellla&Monella, in vista della gara contro l’Udinese e per farsi conoscere un po’ di più dai tifosi veronesi.

“Sono molto contento di avere fatto un gradino in più quest’anno”, ha esordito il giovane portiere, “sono qui per crescere, migliorare e devo essere bravo a farmi trovare pronto quando il mister mi chiamerà in causa. Con Rafael c’è un ottimo rapporto. Sia lui che Benussi lo scorso anno mi hanno dato una grossa mano, e anche Coppola in questa stagione. Ovviamente la rivalità c’è, il mio obiettivo è giocare. Ma prima di tutto c’è il rispetto e l’interesse in comune che è il bene della squadra. Io mi sento pronto per giocare, ma devo ancora lavorare sodo”. Una battuta anche sul mister dei portieri Ermes Morini: “Pesante. No dai scherzo, con lui mi trovo molto bene. Mi sta dando una grossa mano. Ogni tanto qualche litigio è normale, ma io credo anche che i litigi pagano: fanno crescere. Credo che il ruolo dei portieri sia uno dei più delicati, e la ricetta giusta, come ha detto anche Rafael è l’equilibrio. Ti aiuta sia nei momenti buoni che in quelli meno buoni. Noi portieri dobbiamo parlare tanto con la squadra e cercare di dare una mano”.

La situazione del Verona è da allarme rosso. Cosa ne pensa Gollini? “Non dobbiamo piangerci addosso, ma è un dato di fatto che quest’anno la sfortuna finora è dalla nostra. I tanti infortuni anche ci hanno condizionato. La ricetta giusta per uscire da questo momento credo sia dare il 110%, stare uniti e compatti per trovare la vittoria che quest’anno ancora ci manca, ma credo che ce la meritiamo. Ora c’è l’Udinese, una partita che sa un po’ già di scontro diretto. Sarà una battaglia, l’importante è portare a casa i tre punti e in questo ci aiuteranno sicuramente anche i nostri tifosi”.

Classe 1995, è uno dei più giovani della serie A: “Era il mio sogno fin da bambino. Ho lavorato tanto per essere qui e tanto devo ancora lavorare. Una grande soddisfazione è anche quella di poter indossare la maglia dell’Italia. Un vero orgoglio per me e anche per la mia famiglia, penso sia il sogno di tutti quelli che giocano a pallone”. Racconta poi come è finito a fare il portiere: “anche io, come tanti, ho iniziato in attacco. Poi di anno in anno sono retrocesso sempre di più. Fino a quando alla Spal ho chiesto al preparatore dei portieri di provare a stare in porta. E poi…è andata bene. L’anno dopo mi hanno confermato dicendomi che potevo scegliere che ruolo fare”. E poi la sua esperienza a Manchester United, un modello di riferimento per l’Hellas. “Credo che sia un modello fantastico. Quando sono arrivato a Manchester mi sono ritrovato seduto in mensa a mangiare a fianco di Giggs e Ferdinand, e fino al giorno prima li avevo visti in televisione”.

E anche lui ha una vera passione per la play station: “credo che in squadra pochissimi possano battermi, forse Fares, ma deve lavorare ancora un pò. Come a Viviani, anche a me piace l’NBA. E sono un vero appassionato di rap, sto provando a portarlo in spogliatoio, ma ci sono alcuni che si oppongono”. E i suoi idoli quali sono? “Courtois, Neuer e Buffon. Cerco sempre di osservarli e rubar loro le cose migliori”.

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