Hellas fu. 5 maggio, un arrendevole Verona retrocede a San Siro

Hellas fu. 5 maggio, un arrendevole Verona retrocede a San Siro

Col Milan arriva la B matematica. 4-1 per i rossoneri, si salvano solo Zuculini e Lee

di Andrea Spiazzi, @AndreaSpiazzi

5 maggio ancora una volta fatale al Verona. L’Hellas (che non è esattamente Napoleone sul campo di battaglia) dà il mortal sospiro in A come nello stesso giorno del 2002, quando i gialloblù di Malesani crollarono a Piacenza dopo un campionato stellare nel girone di andata e gettato alle ortiche dopo il giro di boa. Questo Verona, invece, attendeva la caduta come un’auto in riserva piena attende di piantarsi sulla Route 66. Una riserva con cui viaggiava dall’inizio della stagione. L’auto, già malmessa in avvio, non è stata adeguatamente rifornita né aggiustata a gennaio. L’impresa da fare, viste le potenzialità della squadra, era ai limiti dell’impossibile. Scommessa ampiamente perduta, la squadra era retrocessa già a Bologna, e probabilmente ancora prima a  Benevento. Ai limiti tecnici si sono aggiunti e ampliati impietosamente quelli della personalità, questa sconosciuta. A Milano il Verona ci va solo in una triste gita senza storia che chiude un’annata da dimenticare.

FORMAZIONI

Variazioni nell’Hellas. In porta c’è Silvestri perché Nicolas non è al meglio. Difesa con Bearzotti (Ferrari in panchina), Caracciolo, Heurtaux che torna in campo dopo mesi, e Fares. A centrocampo Pecchia schiera Romulo, Danzi e Calvano, in avanti Cerci, Petkovic e Matos.

4-3-3 anche per Gattuso con Donnarumma, Abate, Bonucci, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Locatelli, Bonaventura; Suso, Cutrone e Calhanoglu.

LA PARTITA

Non c’è gara fin da subito. Il Milan schiaccia il Verona, Suso e Calhanoglu fanno ammattire Fares e Bearzotti il cui contributo è alquanto approssimativo. Il Verona difende ma cede dopo 10 minuti a Calhanoglu, che è devastante nell’accentrarsi. Nicolas ci mette una pezza più di una volta e ingaggia un duello di fuoco con l’esterno indiavolato. Di tentare un contropiede non se ne parla, Petkovic spizza di testa al 21’ una palla a campanile che Donnarumma blocca. Cerci prova a fare qualcosa, così Matos. Romulo è inesistente, sai che novità. Il Milan rallenta la foga iniziale. Bonucci spinge a terra Petkovic davanti alla porta al 32’, Pasqua fa proseguire, il Var è al caffè. Sul rovesciamento di fronte Cutrone fa 2-0. Basta una giocata per chiudere i conti in mezzora.

Nel secondo tempo il Milan prosegue l’allenamento in vista della finale di Tim Cup di mercoledì prossimo con la Juve. Dopo 4 minuti arriva l’umiliante 3-0 col Verona immobile a guardare il triangolo tra Suso e Abate, con quest’ultimo che buca Silvestri.

Entrano Zuculini per Calvano e Lee per Petkovic. Danzi mostra confidenza col pallone. I ritmi calano ulteriormente.

Silvestri con un guizzo felino salva il 4-0 al 20’, dopo che un tiro di Suso viene deviato da Heurtaux spiazzando il portiere. Dio ci salvi da questo francese. Zuculini mostra ai compagni cosa significa avere un po’ di grinta prendendole e dandole. Anche questo un film già visto. Lee scappa palla al piede, Musacchio lo abbatte e prende un giallo al 24’. Romulo batte la punizione, vicino al vertice dell’area, la palla sbatte sull’incrocio dei pali.

Entra Aarons per Fares al 31’. Il Verona cerca di limitare i danni proponendosi in avanti ma trovando lo stop dei rossoneri. Gattuso nel frattempo ha tolto Romagnoli, Suso e Cutrone per Borini, Musacchio e Kalinic. Il gol della bandiera lo segna meritatamente Lee, scheggia offensiva. Un gol d’autore, con una bordata al volo da fuori area. Borini ristabilisce le distanze poco dopo. Fischia Pasqua, i tifosi gialloblù cantano, i giocatori li salutano.

I GOL

1-0 Al 10’ Calhanoglu raccoglie poco dentro l’area un pallone che arriva da Suso. Il turco calcia verso l’angolino alla sinistra di Silvestri battuto. Heutaux battezza la sua diciassettesima presenza in campionato calciando in rete un pallone che tenta goffamente di rinviare.

2-0 Minuto 32’. Dopo la mezza autorete iniziale, Heurtaux si oppone a Cutrone, imbeccato da Bonaventura, in maniera grottesca stringendo le gambe per non subire tunnel. La palla calciata dal bravissimo attaccante finisce così nell’angolino alla destra di Silvestri.

3-0 4’ della ripresa. Suso va sulla destra ricevendo da Abate e chiude il triangolo con Calvano che si addormenta sul terzino il cui potente esterno destro non lascia speranze. Tutto con una facilità estrema.

3-1 Meritato il gol del coreano al 40’. Cerci batte un corner da destra, Kessie allontana di testa e al volo, da fuori area, il funambolico attaccante spara una bordata imparabile che trafigge Donnarumma.

4-1 E’ l’89’, dalla sinistra arriva un pallone per Borini, sul quale è in ritardo Aarons. Il tiro in diagonale è quello del poker rossonero.

Ora Setti  che cadde, risorse e giacque, dopo il naufragio del 2016 avrà un ulteriore copioso capitolo da leggere del libro “Tutto quello che non va fatto per pensare di poter mantenere una categoria nel gioco del pallone”.

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