I PERCHÈ DI UN FALLIMENTO ANNUNCIATO

I PERCHÈ DI UN FALLIMENTO ANNUNCIATO

Tante le lacune nel mercato estivo. Chi prende le decisioni in casa Hellas?

1 Commento

Da qualche settimana ho in mente questa istantanea: gli amministratori delegati di una banca giapponese che, inchinandosi, porgono agli investitori le scuse ufficiali per il danno economico (consapevolmente) provocato.

Una immagine che vorrei rivedere oggi, in conferenza stampa: Bigon e Gardini, affiancati dal presidente Setti, inchinarsi di fronte al popolo dell’Hellas e chiedere scusa. Senza dire una parola se non La colpa é nostra.

Rinforzare la squadra e in particolare la difesa era l’obiettivo primario e dichiarato dalla dirigenza in estate. Ma é stato davvero così?

Il reparto difensivo ha registrato le partenze di Marques, Sorensen, Rodriguez, Gonzalez, Martic, Luna, Brivio ed Agostini e gli arrivi di Bianchetti, Helander, Winck, Souprayen e Albertazzi. Cinque giocatori al posto di otto ma, numeri a parte, si può parlare di difesa rinforzata quando i due centrali cardine (Marquez e Moras, 36 e 34 anni rispettivamente) hanno un anno in più sulle articolazioni ed un rendimento che già nel campionato scorso era al limite della sufficienza? Quando l’unico innesto nello schieramento titolare é Souprayen, prelevato dalla Ligue 2 francese? Quando le alternative sono rappresentate da giovani che hanno maturato poca esperienza nella stagione precedente (Albertazzi – 0 presenze nel Milan, Bianchetti – 13 nello Spezia) o che, al di là delle qualità comunque discutibili, necessitano di un periodo di adattamento come Helander e Winck? Inoltre, Rafael (41 gol subiti in 22 partite) era un portiere da confermare?

Centrocampo. Persi Tachtsidis, Obbadi, Lazaros, Campanharo e Valoti per Viviani e Matuzalem, con promozione del 18enne Checchin in prima squadra. Romulo ha un contratto con l’Hellas Verona ma, per ragioni di vario genere, al momento non lo si può considerare appartenente alla rosa. Rinforzati?

Per quanto riguarda gli esterni d’attacco che nel 4-3-3 giocano un ruolo fondamentale, la mission impossible della scorsa stagiore era sostituire Iturbe. Ci si é provato con Nico Lopez e, sfumati all’ultimo Bonaventura e Papu Gomez, Saviola e Fernandinho. Deludenti e costosi, sono stati sostituiti dall’eterna promessa Siligardi e dal veloce Wszolek, che nei 227 minuti giocati in Serie A con la Sampdoria ha mostrato doti nella corsa inversamente proporzionali a quelle con la palla fra i piedi. Anche qui, rinforzati?

Come ogni mortale, Luca Toni non é eterno. E lo si era previsto già un anno e mezzo fa, quando solo il dio denaro convinse Paulinho (lui sì un bel sostituto) a declinare la proposta di Sogliano. Ad accettare fu invece Nené, rimpiazzato quest’anno da Pazzini. Forse qui ci abbiamo guadagnato qualcosa, ma non così tanto. Un investimento importante, anche azzardato visti i cinque anni di contratto, per un calciatore che poco si sposa con il 4-3-3 o in coppia con un attaccante “statico” come Toni. Scelta giusta? Finora i numeri dicono il contrario.

Capitolo infortuni. Certo, poteva andare meglio. Ma si può parlare di sfortuna quando ad infortunarsi sono giocatori con un noto (e purtroppo vasto) storico di problemi fisici come Marquez, Sala e Romulo? È sfortuna quando in infermeria vanno calciatori sopra la soglia dei 34 anni (portieri esclusi, il Verona ne ha quattro in rosa, il Bologna due, Carpi e Frosinone nessuno – tanto per fare un paragone con le dirette concorrenti)? È sfortuna quando gli affaticamenti muscolari sono all’ordine del giorno?

Tante domande, le quali potrebbero avere anche una sola, semplice risposta se ci chiedessimo prima di tutto: chi prende le decisioni tecniche in casa Hellas? O magari é sempre stato tutto in mano a Mandorlini, semplicemente non ce ne siamo accorti. E allora è giusto così, che sia lui ad andarsene.

Roberto Gagliardi 

@GagliardiRob

1 commenti

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  1. tizio - 1 anno fa

    Comunque una sola cosa se il mister non gli andava bene la rosa che gli hanno dato. Poteva dire grazie e arrivederci. Ma testone com’è non lo avrebbe mai fatto. Bravo per carita e grazie di quello che ha fatto ma a volte si credeva uno che non sbaglia mai

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