IL VERONA CREA E DISTRUGGE, PAZZINI SEMPRE PIÙ BOMBER: 2-2 COL BRESCIA

IL VERONA CREA E DISTRUGGE, PAZZINI SEMPRE PIÙ BOMBER: 2-2 COL BRESCIA

Due papere difensive compromettono una gara a grandi ritmi dei gialloblù, ci pensa due volte il Pazzo

Il Verona crea e distrugge, gioca da prima della classe e fa errori da burba. Accade di tutto al Bentegodi tra Hellas e Brescia, gara spettacolare che termina 2-2. L’Hellas costruisce azioni a ripetizione, ma fatica a segnare, il Brescia con tre tiri fa due gol con Caracciolo e Torregrossa. Ma i gialloblù hanno un certo Giampaolo Pazzini, che rimette in sella i suoi per due volte, con un gran gol e un altro sacrosanto rigore che si procura. Il pari, data la giornata in cui devi rincorrere sempre, può considerarsi positivo.

Pecchia sposta Romulo a terzino destro data l’assenza di Pisano. Torna Luppi nel tridente, assieme a Pazzini e Siligardi. Centrocampo con Valoti, Fossati e Bessa, a sinistra di Romulo si schierano Bianchetti, Caracciolo e  Souprayen. Maresca sconta la giornata di squalifica.

Brocchi mette in campo un 3-4-1-2 con Torregrossa e Caracciolo in avanti. Davanti al portiere Minelli il trio Lancini, Bubnjic e Calabresi, in mezzo Untersee, Bisoli, Pinzi, Coly, con Crociata trequartista.

Al 6’ dopo un avvio equilibrato Siligardi scappa in contropiede su liscio di Lancini. L’attaccante entra in area ma pecca di egoismo cercando una serpentina con tiro (fuori) invece di servire Luppi. Un minuto dopo il Brescia segna ma Torregrossa è in fuorigioco, attenti Aureliano e i suoi. La gara si accende. Valoti pennella, Bianchetti stacca ma la testa è a spigoli al 10’.

ROMULO INCANTA

Minuto 11, va in scena Romulo. Parte a centrocampo l’italo-brasiliano, recuperando palla su Coly, ne semina tre entrando in area e il primo palo gli nega la gioia di un gol pazzesco. Tutti in piedi ad applaudire.

Vuole passare il Verona, che schiaccia il Brescia con un ritmo asfissiante. Al 17’ Siligardi da ottima posizione in area riceve da Luppi ma si vede respinto da Minelli un tiro a botta sicura. Gli animi si scaldano. Aureliano ammonisce Torregrossa per un gomito alto su Bianchetti e Pazzini per una zampata che sfiora Minelli. Il Bentegodi scalda i motori e l’urlo della curva pettina l’erba.

VANTAGGIO BRESCIA

Gol fallito, gol subito. Il Brescia passa alla prima occasione. Bianchetti commette fallo su Caracciolo sulla lunetta dell’area, pessima idea. Caracciolo calcia al 22’, la barriera si apre, Nicolas va giù lento e la palla si infila nell’angolino basso.

Pinzi, 35 anni, ha la pancia, ma scappa a sinistra al 27’ e viene messo a terra. Il Verona risente dello svantaggio e perde qualche sicurezza. Ci prova Pazzini, e chi se non lui, a prendere la squadra in mano.

Bessa calcia forte da fuori, Minelli c’è al 33’, segnali di risveglio del Verona. Il brasiliano è dappertutto, a volte pecca in precisione ma è il più attivo in mezzo.

Al Brescia gira bene, il Pazzo scappa al 35’ e arriva sulla palla con Bubnjic. La sfera si alza a pallonetto e sfiora la traversa. Souprayen, poi, va sul fondo ma serve l’unico in divisa bianca in mezzo all’area tremolante avversaria. L’Hellas è nettamente superiore, ma i pasticci difensivi pesano. Bessa la mette rasoterra, Pazzini non trova il guizzo al 42’. Souprayen dorme clamorosamente e non tiene la posizione in chiusura al 43’, altri brividi. Il francese ha preso una botta a inizio gara che evidentemente lo condiziona. L’Hellas spreca molto nell’ultimo passaggio, la mole di gioco non viene sfruttata. Luppi calcia alle stelle al 45’ dopo un contropiede di Siligardi. L’esterno spreca malamente. Così non va, i gialloblù dominano ma sono in svantaggio.

SECONDO TEMPO DOPPIO CAMBIO

Doppio cambio di Pecchia nei primi minuti. Fuori Luppi e Valoti, dentro Ganz e Gomez. Pazzini fa sponda per Fossati che calcia a lato al 6’.

PAREGGIO DI PAZZO

Minuto 7’, il Verona pareggia. Dopo le numerose occasioni con palloni più facili, è un supergol di Pazzini a bucare Minelli. Il bomber scappa lanciato sul filo del fuorigioco. Entra a destra e spara sul palo opposto, lo centra, la palla si appoggia sul legno opposto prima di entrare.

PASTROCCHIO E 1-2

Che non sia la giornata della difesa si era già notato, ma l’1-2 del Brescia ha del grottesco. Una serie di rimpalli vicino a Nicolas, con tanto di salvataggio di Fossati sulla linea sembra sventare il pericolo, ma la palla torna in mezzo e dopo un flipper in cui regna l’indecisione degli spazzatori gialloblù e del portiere, Torregrossa insacca da pochi centimetri all’11’. C’è ancora da rincorrere per i ragazzi di Pecchia.

La gara, però, sembra davvero girare male ai gialloblù. Pazzini al 16’ cede a Ganz un pallone a due metri dalla porta, l’ex Como cincischia e calcia debole, per Minelli è un gioco parare. Romulo, poi, lancia Gomez che segna ma è netto l’offside.

Doppio cambio anche di Brocchi al 19’: fuori Torregrossa per Rosso e Crociata per Camara.

E’ incredibile come il Verona insita, non si arrenda, giochi bene, annulli l’avversario, ma fallisca quasi sempre l’ultimo passaggio. Accade anche a Bessa al 22’.

PAZZO DI RIGORE! 2-2

Se il Verona ha tanti rigori a favore il motivo è molto chiaro: va decine di volte in area avversaria. Lo fa Pazzini al 26’, Bubnjic lo abbatte, rigore e ammonizione ineccepibili. La grandezza del Pazzo sta anche nel trasformare imparabilmente il quinto penalty in tre gare consecutive. E’ il minuto 28’ e l’Hellas torna, con enorme merito, in pari.

Non si fermano i gialloblù, e seppur con minor freschezza e lucidià, cercano la vittoria. Giallo per Fossati al 37’, salterà Ascoli per squalifica.

DISASTRO SILIGARDI AL TIRO

L’attaccante va sul fondo a destra al 39’, ha due compagni soli davanti alla porta ma preferisce calciare: Minelli respinge, occasionissima per il 3-2 gettata al vento. Ancora. Al 45’ calcia debolmente e senza convinzione da pochi metri. Esce poi al 46’ per Zaccagni dopo una buona prova complessiva, ma ampiamente insufficiente nelle conclusioni

Il Verona pareggia, e dati gli svarioni di giornata, va bene così. La gente applaude, ha visto un’altra gara spettacolare, coi gialloblù mai domi. Niente primo posto, l’appuntamento è, si spera, solamente rimandato.

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