Il Verona non c’è più, evapora a Benevento e vede la retrocessione

Il Verona non c’è più, evapora a Benevento e vede la retrocessione

Partita disastrosa dei gialloblù che perdono 3-0, solo Silvestri degno della maglia

di Andrea Spiazzi, @AndreaSpiazzi

Il Verona alza bandiera bianca a Benevento. La resa che spalanca le porte alla retrocessione va oltre ogni immaginazione. La squadra di De Zerbi si allena, o poco più, per avere la meglio su un gruppo di sbandati che non hanno nemmeno la forza di provarci. Un insulto al gioco del calcio quello cui si assiste, una capitolazione senz’armi nel giorno che poteva restituire concrete speranze almeno di rimanere in corsa per la salvezza. Parola evidentemente troppo grande per il microscopico Hellas che scende in campo al Vigorito. Una squadra che, per agonismo, tecnica e idee di gioco, oggi faticherebbe non poco anche nella serie cadetta.

Decidono il gol di Letizia e la doppietta di Diabate. Silvestri (prova super, e sa usare anche i piedi) evita di dover ricorrere al pallottoliere. I dati finali dicono 16 tiri in porta dei giallorossi contro gli zero, sì, zero, del’Hellas.

FORMAZIONI – TORNA CERCI, PETKOVIC IN PANCHINA

Assenti Fares e Nicolas per squalifica, e Matos per un’influenza virale, oltre che Kean ed Heurtaux per infortunio, Pecchia dispone il 4-4-2 con il debutto in campionato di Silvestri in porta, Ferrari, Caracciolo, Vukovic e Souprayen dietro, in mezzo Romulo, Buchel, Calvano e Verde, in avanti torna Cerci assieme a Valoti. Petkovic va in panchina.

Sceglie il 4-4-2 anche De Zerbi con Brignoli tra i pali, difesa con Venuti, Djimsiti, Tosca e Letizia, a centrocampo Brignola, Del Pinto, Viola e Djuricic, in attacco la coppia Iemmello-Diabate.

Arbitra Doveri, 10 mila gli spettatori al Vigorito, un centinaio i tifosi gialloblù presenti.

PRIMO TEMPO, PESSIMO VERONA, SILVESTRI PROTAGONISTA

Avvio molle del Verona, che subisce le iniziative del Benevento. Dopo quattro minuti Silvestri salva la porta con un tuffo che toglie il pallone da sotto la traversa su un calcio di Del Pinto da fuori. Due minuti dopo è Djuricic che entra dalla destra e calcia, di nuovo Silvestri salva in corner. Diabate al 7’ tenta di imitare CR7 ma la palla va sul fondo. Al 10’ i padroni di casa hanno già ottenuto tre corner, Iemmello colpisce di testa addosso a Silvestri.

Iemmello guizza in area, Vukovic e Caracciolo sono fermi. Il Verona è spento. Calvano sventaglia per Verde che mete in mezzo al 13’, ma non c’è nessuno a fare la prima punta.

Letizia e Djuricic la fanno da padroni a sinistra, Romulo non incide e sbaglia, mentre Ferrari è in ritardo. Il gol sembra nell’aria, anche perché il Verona resta in attesa, rimane basso, non va in pressing.

La prima cosa buona arriva al 23’ quando Romulo imbuca per Cerci che va sul fondo, ma l’attaccante spara un cross troppo forte mentre a due passi, libero davanti alla porta c’è Valoti, incredulo per il mancato assist.

LETIZIA A SEGNO, 1-0 BENEVENTO, HELLAS INESISTENTE

Mentre Calvano zoppica per un problema muscolare, Letizia se ne va verso il limite, Caracciolo gli sta a due metri e lo lascia tirare. La parabola a giro è fatale per Silvestri e arriva l’1-0, scontatissimo. Calvano deve abbandonare il terreno di gioco, entra Felicioli al 27’. Romulo si sposta al centro vicino a Buchel.

La reazione del Verona non c’è. Il ritmo resta basso come se potessero arrivare gli alieni a risolvere la situazione. Brignoli invece calcia, Silvestri raccoglie al 33’.

Al 34’ Iemmello brucia Vukovic e si presenta davanti a Silvestri che esce in maniera perfetta e para la conclusione a botta sicura. Romulo sarebbe da cacciare in tribuna per il pressapochismo che mostra e gli errori che fa.

Il primo tiro in direzione della porta è di Ferrari al 43’, la palla finisce altissima sul fondo. Si chiude un primo tempo nel quale non c’è nulla da salvare, se non le parate di Silvestri che evitano un passivo maggiore.

SECONDO TEMPO, ANCHE VALOTI VA KO, DENTRO PETKOVIC

Il Verona inizia la ripresa con Petkovic al posto di Valoti, anche lui messo ko da un problema muscolare. Il croato segna subito ma Cerci, servito da Sopurayen, è in fuorigioco al momento dell’assist. Djuricic risponde con un tiro centrale da fuori, Silvestri blocca. I gialloblù provano ad alzare il baricentro, il Benevento mantiene il possesso palla. E attacca.

SILVESTRI, MIRACOLI SU DIABATE, HELLAS DOMINATO

Al 6’ Diabate si infila in area e davanti a Silvestri calcia a colpo sicuro, il portiere, anche un po’ fortunosamente, ha la mano nel posto giusto e respinge miracolosamente. Buchel prende un giallo. Djuricic fa impazzire Ferrari, mette in mezzo e Caracciolo salva la porta al minuto otto. L’Hellas è in grande difficoltà sugli attacchi dei giallorossi. 11’ minuto, ancora Diabate entra da sinistra, Silvestri esce e fa un’altra paratissima. E’ un monologo, umiliante, dei padroni di casa, per i quali è uno scherzo arrivare in zona gol. Brignola scivola al momento di calciare al 15’. Verde non tiene un pallone. Silvestri si oppone ancora a Djuricic al 18’, poi a Iemmello due volte. Incredibile. Senza di lui si sarebbe già sul 4-0.

CICLONE DIABATE

Al 21’ arriva il 2-0, ultra meritato dal Benevento. Da corner di Viola Diabate svetta, coglie la traversa, la palla rimbalza dentro, poi Iemmello ribadisce in gol, nel dubbio, ringraziando gli immobili avversari.

Il terzo cambio di Pecchia è Fossati per Cerci che, come gli altri, non ha lasciato traccia di sé.

La reazione è nulla, la squadra non tira fuori nemmeno un briciolo di orgoglio. Il Benevento è padrone, il Verona è distrutto.

E’ il 39’ quando Brignola serve Diabate che sotto porta trafigge Silvestri. Come nel burro, nell’occasione, si infilano Guilherme e Brignola a servire il gigantesco attaccante.

Finisce una tristissima gara con l’amara constatazione che i gialloblù sono arrivati stracotti e decimati nel momento clou della stagione, senza nemmeno le energie per provare a dare un senso al finale, senza trovare in se stesso un movente, e qui sta il grave, per andare oltre i propri limiti, che indiscutibilmente sono troppo grandi.

Domenica c’è Verona-Cagliari, chi ha voglia di sperare ancora in qualcosa è libero di farlo. Saremmo felicissimi che le nostre più buie previsioni venissero smentite.

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