Il Verona ritrova la bellezza del calcio, Pecchia è il futuro

Il Verona ritrova la bellezza del calcio, Pecchia è il futuro

Col Brescia la conferma di una squadra che diverte, che esalta e che si esalta

D’accordo, la possibilità di passare primi è sfumata. Ma, a conti fatti, la partita di ieri col Brescia è stata la conferma di un Verona che diverte, che esalta e si esalta, che non smette mai di giocare, che non annovera il catenaccio tra i termini del manuale di istruzioni che Fabio Pecchia sta insegnando ai suoi, tanto per dirne una. Che per questo, consapevole, si prende i suoi rischi esponendo a volte i meno dotati tecnicamente a degli errori, ma nello stesso tempo, in tal modo, li stimola a crescere, a prendersi delle giuste responsabilità.

Non è un caso che la partita finisca tra gli applausi, meritati, dopo una gara che, quante ne abbiamo viste, si era messa male per due volte. Una giornata che eravamo pronti ad annovarare tra le domeniche nere che il pallone riserva.

Nicola Binda oggi sulla Gazzetta dello Sport parla di Pecchia e Brocchi come del futuro del calcio. Sono già protagonisti del presente, seppur in questo scorcio iniziale di campionato, avendo dato un’impronta decisa alle loro squadre, mai riluttanti nel proporre gioco (ieri decisamente di più l’Hellas), nell’imprimere ai calciatori una mentalità moderna e vincente. Complimenti a entrambi, dunque.

È stata una domenica che, passato il quarto d’ora di delusione per la mancata vittoria (Siligardi, passa!), ci ha riconsegnato una volta di più, quest’anno, la bellezza del calcio, dell’andare allo stadio non solo a vedere se il Verona vince e suda in campo, ma a godersi uno spettacolo. Come dovrebbe essere, certo. Ma come in molti stadi d’Italia manca clamorosamente. Poi, se la bravura di Pecchia e dei suoi porterà anche il primato, che per alcuni appare scontato e quasi dovuto (ci andassero loro in campo o in panchina), sarà ancor più esaltante. E da godersi gara dopo gara. Per ora la certezza è che si va allo stadio a vedere un gran bel Verona quasi primo, e chiamatelo poco.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy