La Curva Sud: “Clima avvelenato attorno al Verona? Colpa di Setti”

La Curva Sud: “Clima avvelenato attorno al Verona? Colpa di Setti”

I tifosi: “Arroganza e supponenza, ora il presidente parli con la città”

di Redazione Hellas1903

La Curva Sud ha diffuso un comunicato rimarcando la propria posizione sulle scelte che riguardano il Verona.

Questo il contenuto.

Umiltà e trasparenza sono oggi i tuoi unici mezzi per recuperare credibilità”. Ripartiamo da qui, dalla chiusura del nostro comunicato dello scorso 25 maggio, e dall’imbarazzante, instintiva e offesa risposta ricevuta da parte del presidente Setti.
Tanto fumo, slogan preconfezionati, la consueta arroganza, nessuna risposta precisa e nessun evidente interesse verso quello che tutta la tifoseria riconosce come un probelma tangibile e inaccettabile: questa società, con i suoi atteggiamenti e la sua supponenza, ha avvelenato il rapporto fra la città e l’Hellas Verona. Vergognoso e inconcepibile.
Ci siamo volutamente presi del tempo per capire quanto quel confronto mediatico potesse diventare uno spunto concreto di riflessione, ma a pochi giorni dall’inizio ufficiale della nuova stagione sportiva ci ritroviamo davanti solamente ad ulteriori fattori e circostanze che testimoniano una situazione preoccupante.
Ci basiamo solo su dati oggettivi: arriviamo da un’annata orribile, fallimentare, caratterizzata da decisioni che si sono rivelate folli e terminata con la 2 retrocessioni di prima squadra e primavera. Tra il tragico e il comunico quindi, per noi, dover prendere atto che il nostro tanto contestato “filtrano voci” si sia meterializzato con l’ufficializzazione di Tony D’Amico a conferma della scelta di proseguire con il progetto “Fusco”, personaggio ambiguo che ha contribuito ad alimentare questa condizione.
Non capiamo perché, viste le sue numerose convinzioni e la sua sincerità, il presidente Setti non abbia condiviso la nostra scelta di rendere pubblica la conversazione. La nostra valutazione si basa sucorrettezza e limpidità vrso tutti i tifosi del Verona, verso chi riteniamo essere la nostra gente. Risultava quindi fondamentale porre le nostre domande “davanti a tutti” ed attraverso i media.
Non assecondiamo nessun tipo di invito a scegliere strade di comunicazione alternative, nessuna “delegazione” vuole incontrare il presidente perché le sue risposte, le sue considerazioni e le sue scuse le pretendono tutti i Veronesi.
Ora, esigiamo una sola risposta: il presidente Setti metta da parte le sue provocazioni e scenda in piazza davanti al popolo del Verona, esattamete come accadeva fino a qualche anno fa, per presentare personalmente, presso il campo sportivo “Olivieri” di via Sogare, la squadra, lo staff tecnico, il direttore sportivo e “tutte le professionalità che tutelano la società”, il tutto senza filtri e modertori. Sarà la migliore delle occasioni per consolidare le proprie certezze, per presentare il progetto e definire gli obiettivi per il futuro“.

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