LA MONTAGNA E IL TOPOLINO

LA MONTAGNA E IL TOPOLINO

Mandorlini resta, esoneriamo i medici

“Parturient montes, nascetur ridiculus mus”. Tradotta letteralmente significa: “I monti avranno le doglie del parto, nascerà un ridicolo topo”. Dopo la non partita non giocata contro il Bologna, dopo le non spiegazioni di Mandorlini che parlava ormai da tecnico esonerato, con molto scetticismo ho seguito la pantomima societaria a base di vertici, summit, riunioni e telefonate. L’idea che mi sono fatto è che bisognava darci in pasto una vertigine di suspence, l’illusione che la società stava seriamente pensando di prendere in mano la situazione, esonerare l’allenatore e provare a salvare questa squadra dalla cadetteria. In realtà, da quanto mi risulta, già sabato notte Mandorlini aveva ricevuto rassicurazioni sulla sua panchina. E che, nel giro di poche ore, la dirigenza Gialloblù avrebbe accumulato, in semplici sondaggi a favore di stampa, il “no” secco da parte di Guidolin, di certo non addolcito dalle parole sprezzanti di Maurizio Setti (“per me può andarsene in vacanza”), e la conferma dell’imminente firma di Stramaccioni per il Panathinaikos dalla stessa persona che proponeva invece a via Belgio Gigi Del Neri.

A convincere Maurizio Setti e la proprietà a tenere un Mandorlini evidentemente “demotivato e mollo” (cit.), è stata la coppia di fatto Gardini-Bigon, che pare avrebbe coperto l'(in)operato di Mandorlini con l’alibi degli infortuni, garantendo che al ritorno di Toni e degli altri degenti la squadra si rialzerà. Glielo hanno detto riuscendo a non ridere proprio nei giorni in cui è emersa la distorsione di Jacopo Sala e la nuova operazione per Artur Ionita, che è già volato a Monaco. Per non parlare dei casi pregressi, su tutti la lesione distrattiva di Marquez.

E allora, dice qualcuno, se Mandorlini è innocente, perché non esonerare i medici, visto che gli infortuni muscolari e soprattutto le ricadute per la cattiva gestione del rientro hanno precisi responsabili? E poi, già che siamo in vena, togliamoci qualche curiosità:

– come ha fatto lo staff medico (responsabile sanitario Carlo Pasini; medico sociale Luca Giaretta; consulenti ortopedici Venanzio Iacono, Paolo Righi, Claudio Zorzi), oggi in modo indiretto offerto sul banco degli imputati a Setti, a non individuare la pubalgia che già affliggeva Federico Viviani, che solo qualche giorno dopo l’acquisto ha smesso di allenarsi con la squadra? Chi tra questi ha dato il proprio benestare ad un affare da 4 milioni di euro per un giocatore che non abbiamo ancora avuto il piacere di ammirare nella dimensione che ci hanno raccontato?

– È vero o no che è stato acquistato un grande attaccante che nell’ultima stagione dopo ogni allenamento usciva dal campo con la borsa del ghiaccio sul ginocchio, tanto che ormai la stessa era sempre pronta a bordo campo?

– Toni a Bologna, Romulo in Brasile e ora a Cesenatico insieme a Viviani a giocare a briscola tra una cyclette e l’altra, Ionita a Monaco; partnership con la sanità pubblica trevigiana, medici e massaggiatori (Giaretta e Endrigo Manfio) reduci del Padova (entrambe le piazze, Treviso e Padova, sul curriculum di Giovanni Gardini) e alla fine i risultati sono infortuni non traumatici a iosa e calciatori che ovunque si curano tranne che a Verona. Credibilità ne abbiamo?

Tutti colpevoli hanno scritto. Ma va a finire, però, che se sono tutti colpevoli alla fine nessuno, in fondo, è colpevole.

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