LA RESA: VERONA 0 SAMPDORIA 3

LA RESA: VERONA 0 SAMPDORIA 3

L’Hellas crolla al Bentegodi sotto i colpi di Soriano, Cassano e Lazaros

Caduta fragorosa al Bentegodi. Il 5 marzo 2016 segna la resa finale ai sogni di rimonta, alla quale, è giusto dirlo, credevano solo i dotati di tanta, ma tanta fede. Il Verona crolla sotto i colpi impietosi della Sampdoria, che nei primi trenta minuti segna tre gol e chiude la pratica, facilitata da una difesa inguardabile dei gialloblù.

Pazzini squalificato, al suo posto gioca Rebic al fianco di Luca Toni. Fares confermato terzino sinistro, a destra Pisano, al centro della difesa ci sono Moras ed Helander. In mezzo Wszolek, osservato dal ct della Polonia Nawalka presente al Bentegodi, poi Marrone, Ionita e Siligardi.

Montella risponde con Quagliarella in avanti assisitito da Alvarez e Cassano. In mediana c’è l’ex Lazaros, assieme a Soriano, Fernando e De Silvestre. Dietro il trio Cassani, Ranocchia e Moisander davanti a Viviano.

Sono in 1500  i tifosi blucerchiati che coi gialloblù sono gemellati. “Verona tieni duro” recita uno striscione nella Nord. Piove e il cielo è plumbeo, ma un quarto d’ora prima dell’inizio uno squarcio di sole genera un arcobaleno che si disegna sopra il settore Est finendo sulla Curva Sud.

Dopo due minuti una discesa di Quagliarella a destra mette paura, l’attaccante serve a rimorchio Alvarez il cui tiro, centrale, trova Gollini pronto. Il segnale non è positivo e la Samp passa al 6’. Un buco di Moras favorisce Quagliarella, Gollini para miracolosamente, ma la respinta finisce al limite dell’area sui piedi di Soriano che la piazza con precisione in porta. Wszolek risponde e va a destra, traversoine ribattuto in corner al 10’. Lo 0-2 è beffardo e impietoso, e arriva all’11’. Fares liscia un pallone (ma perché lasciano lui ultimo uomo?) sul quale si invola Quagliarella che supera Gollini che poi para, la palla sbatte sulla traversa trovando Cassano che, libero, da due passi, insacca. Wszolek va ancora e semina il panico, ma l’assist per Toni non passa al 17.

Il Verona generosamente si butta in avanti con un fardello gigante sulle spalle e la lettera B stampata in fronte. Fares, dopo l’errore sul secondo gol, è insicuro. La Samp, dopo qualche accelerata pericolosa dei gialloblù, si chiude meglio. Fares esce al 28’. Sfortunato il ragazzo. Entra Gilberto che si mette a destra mentre Pisano va a sinistra. Non c’è nulla da fare, però. Il Verona sprofonda al 30’. Il 3-0 è un gol dell’ex. Lazaros punisce Gollini in girata sfruttando un cross di De Silvestri dalla destra. Helander evita il poker su Quagliarella al 35’. La gara non ha più storia, Helander fatica ancora sul devastante Quagliarella mentre in avanti lo scoramento genera fretta e imprecisione. Toni si mangia un gol al 45’ servito da Rebic ma anticipato da Viviano, il ragazzone non ha più lo scatto dei tempi d’oro. Fischi sonori dal settore Ovest accompagnano la squadra negli spogliatoi, la Curva, invece, canta “Forza Verona alè”. Due modi diversi di manifestare l’attaccamento ai colori.

L’Hellas deve recuperare la faccia perduta  e parte di slancio nella ripresa. Wszolek semina avversari al 9’ e la mette a Toni che a un passo dalla porta sbaglia un gol fatto. All’11’ esce Siligardi (fischiato) ed entra Gomez. Su un cross di De Silvestri, entrato al posto di, Moras salva il quarto gol. Gilberto si segnala per qualche buona giocata. La spinta del Verona cala, come le speranze di recuperare partita e campionato. C’è tempo per Romulo, che entra al posto di Rebic. Il neo entrato spara verso la porta al 27’ e abbatte Ranocchia. Al 28’ è tempo del canto dei tifosi “Io credo risorgerò”.

Smette di piovere, ma l’arcobaleno non c’è più. Fa buio, una scenografia che meglio si addice al campionato del Verona.

Foto Getty Images per Gazzanet

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