MANDORLINI: “CARO TORO, È ORA CHE VINCIAMO NOI”

MANDORLINI: “CARO TORO, È ORA CHE VINCIAMO NOI”

Il tecnico gialloblù: “Io, figlio del Filadelfia, vorrei un giorno allenare in granata”

“È un po’ di anni che tra la B e la A ci scontriamo e a suon di gol. E di solito le prendiamo, in casa. Incredibile: loro che vincono a Verona, sempre, e noi che ogni tanto ci riusciamo a Torino. Spero davvero che il fattore campo, questa volta, cambi il trend. Sarebbe ora”.

Così Andrea Mandorlini intervistato da Tuttosport.

L’allenatore gialloblù aggiunge: “Sarà una gara difficile, il Torino non è più una sorpresa. La classifica è una diretta conseguenza della crescita dei granata. A loro togliere Glik e Baselli”.

Gli chiedono di Toni e Pazzini assieme, lui risponde: “Mi piacerebbe vederli insieme, ma entrambi soffrono di acciacchi. Il tempo per Toni non passa, quest’anno è ancora meglio, più magro, più a posto”.

Spazio, poi, ai ricordi in granata: “Sono un “figlio del Filadelfia, e ne sono orgoglioso. A quel periodo mi lega una marea di ricordi, mai scalfiti: gli allenamenti sui sassolini. Li sento ancora sotto i piedi. E poi la pioggia, il campo che si allagava, il rifugio in quella sorta di palestra dentro il campo. Sì, i sassolini, la ghiaia. E ancora la tribuna di legno, la prima squadra, un’atmosfera unica. Voglio essere presente alla posa del nuovo Fila, ad ottobre».

Allenare il Torino in futuro? Certo, a chi non piacerebbe. A Verona sto bene, ho un contratto e ci sono le basi per lavorare e togliersi soddisfazioni. Ma un giorno, il figlio del Fila, vorrebbe tornare a casa”.

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