Riscatto Verona, tante le scommesse di Setti

Riscatto Verona, tante le scommesse di Setti

Tra dirigenti e candidati nei ruoli chiave parecchi i debuttanti nel Verona 2016-2017

Stiamo ancora digerendo una retrocessione orrenda e logorante.

Ieri abbiamo scoperto che da gennaio gli stipendi ai calciatori non sono stati pagati per “punizione”. Una mossa che, se per certi versi si può comprendere, per altri getta seri dubbi sulla profusione dell’impegno dei tesserati sul campo una volta venuto meno il generoso bonifico. Gli inadempienti, e quanti ne abbiamo visti, che hanno indossato la scorsa stagione la gloriosa maglia del Verona, meriterebbero calci nel sedere. Alcuni lo hanno ricevuto a gennaio. Per questo suggerisco a Maurizio Setti, se si trovasse nel dubbio tra tenere qualcuno di questi o cacciarlo, di scegliere la seconda ipotesi senza dubbio alcuno.

Alla luce dei fatti (ricordiamoci che nel pallone comanda il dio denaro sempre e comunque) il lavoro di Delneri assume un valore ancora maggiore. Coi giocatori “vittime” del peggior castigo, con un Luca Toni che faceva le bizze e uno spogliatoio presumibilmente in subbuglio, il baffo di Aquileia è riuscito a raccogliere 20 punti nel girone di ritorno. Moltiplichiamo per due e traiamo le conseguenze. Ciò detto per dare il giusto riconoscimento a un uomo che per professionalità non si discute. Un altro dato: come mai col suo staff gli infortuni sono calati drasticamente? È finita la sfortuna o si è iniziato ad allenarsi come si deve?

Luca Toni, dicevo. Negativa, e molto, a mio parere, è stata la sua sbottata nel dopo Carpi. Ha detto cose vere? Ma uno come lui forse non doveva dirle. Si è tolto poi i sassolini con Delneri, senza ammettere che in campo boccheggiava e che quantomeno un po’ il tecnico ha avuto ragione nel lasciarlo fuori. Ha detto che a Palermo non ci sarebbe stato. Gli è stato trattenuto lo stipendio di quella settimana? No, perché, provate a farlo voi sul posto di lavoro.

Mirabolante campione e cannoniere sul campo qual è stato, ora Toni ricomincia da zero come dirigente. Se sarà bravo metà di quanto lo è stato come calciatore il Verona potrà dirsi fortunato. Ma è pur sempre un debuttante, e che Dio lo assista (e quindi assista il Verona).

Filippo Fusco pare in odore di sostituire Bigon. Di lui si dice bene. Fusco porterebbe Pecchia, e siamo al capitolo allenatore. Per l’ex centrocampista, fedelissimo vice di Benitez al Napoli, Real Madrid e Newcastle, sarebbe un ritorno in B dopo gli esoneri a Gubbio e Latina (in questo caso da terzo in classifica). Si tratterebbe, dunque, di una quantomeno mezza scommessa.

Ugual dicasi per De Zerbi, che Setti sembra attendere una volta conclusi i suoi impegni a Foggia lasciando così ai box Stellone, le cui quotazioni sono, evidentemente, in calo, ma che resta il candidato con più esperienza e l’unico ad aver ottenuto una promozione in A.

De Zerbi, descritto da chi lo conosce come un bravo allenatore, sarebbe comunque un debuttante in cadetteria.

Ecco perché, allo stato attuale delle cose, il Verona del prossimo anno sarà fatto, in alcuni ruoli chiave, di scommesse.

Ci si augura di vincerle, di vedere un altro Sogliano o un altro Prandelli. Di vedere, soprattutto, un Hellas all’altezza dopo aver toccato uno dei punti più bassi e assai distanti dalla dignità che merita la Verona calcistica.

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