Sei forte, Pazzo (anche se ci sono quelli che…)

Sei forte, Pazzo (anche se ci sono quelli che…)

Valore aggiunto per il Verona, il capitano. Alla faccia di chi vuole contrapporlo a Di Carmine, a Grosso e all’Hellas

di Matteo Fontana, @teofontana

Nel cappello c’è il pallone per Tommaso. L’hat-trick, la chiamano, in Gran Bretagna, la tripletta. Il trucco del cappello, appunto. Non c’è trucco e non c’è inganno nella giornata-show di Giampaolo Pazzini. Verona, il capitano, non ha mai smesso di tenerselo stretto. E quando la speaker del Bentegodi ha annunciato che sarebbe stato titolare con il Carpi il boato è stato poderoso, ripagato da una tombolata di reti gialloblù e dalla firma del Pazzo.

DOMENICA BESTIALE Appena sigillato il 4-1, le parole del centravanti fluiscono dolci come il miele: “Giornata perfetta, questa. Una grande vittoria, tre gol segnati: è qualcosa di bellissimo”. La domenica bestiale di Pazzini  passa per le stoccate che hanno infilato la porta di Colombi (che fa almeno un paio di paratone per contenere la furia dell’Hellas) e che si conclude in famiglia, con la moglie Silvia e con Tommaso, il figlio che ha riabbracciato, anche lui, Verona: “Gli avevo promesso che gli avrei portato il pallone e ci sono riuscito”. Non c’è gioia più grande di quella che prova un papà che rende felice il proprio bambino: il Pazzo lo può confermare con il sorriso di chi sente di aver trovato, ancora una volta, il posto del cuore.

PASSATO ADDIO Se fai una tripletta ti regalano il pallone della partita: questo vuole la tradizione. Per questo Tommaso ha un nuovo gioco. Suo padre non sarebbe stato titolare, non fosse stato per il problema muscolare che ha fermato Samuel Di Carmine (macché rivale: avercene, di gente così…). Ma c’è un concetto, la serendipità, che corrisponde all’euforia prodotta da una scoperta inaspettata. Pazzini, inserito dal 1’, ha vissuto un pomeriggio da califfo. I contrasti con la società e lo staff tecnico, il grande freddo con Filippo Fusco e Fabio Pecchia, ex d.s. ed allenatore dell’Hellas, sono un passato cui dire addio, e i giudizi non sono un luogo da frequentare qui e ora, perché ognuno può dire la sua su che cosa sia andato e che cosa  no. Il futuro è la trasferta di Crotone, con un monito: “Il Verona deve pensare a fare il Verona, dopo vedremo dove arriveremo”. Con buona pace degli specialisti della polemica a prescindere e di chi utilizza il totem Pazzo per dare contro al colto e all’inclita, a suon di parole e parolacce che fanno tanto chic anziché no. D’altronde, nel mondo dei chiacchieroni che stanno un po’ di qua e un po’ di là, la buona regola per proteggersi dalle pochezze si traduce in un brocardo latino: de minimis non curat praetor. E soltanto chi considera l’Hellas come un motivo di disputa e di rottura  non potrà essere contento per quel pallone con cui, ora, si diverte il piccolo Tommaso.

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