Toni: “Non mi aspettavo così tanti gol, nel calcio serve sacrificio”

Toni: “Non mi aspettavo così tanti gol, nel calcio serve sacrificio”

Il capitano gialloblù si racconta, tra successi, gol e la celebre esultanza con la mano all’orecchio

Luca Toni, capitano del Verona, è stato intervistato da Lura Barriales per Total Italian Football. Ecco le battute più significative dell’attaccante gialloblù.

L’anno scorso sei stato capocannoniere a 38 anni. “Non mi aspettavo di fare così tanti gol, sono entrato nella storia della Serie A come capocannoniere più anziano. Se ho ancora voglia di giocare, penso di poter fare bene con la squadra.”

Il tuo successo più importante? “Sicuramente la vittoria del Mondiale. Ho avuto la fortuna di essere in quel gruppo ed è una grande soddisfazione aver raggiunto il tetto del mondo.”

Il gesto all’orecchio? “È nato a Palermo, a cena con alcuni compagni. Uno di loro ha fatto questo gesto con la mano e quando ho segnato l’ho fatto anche io, poi per scaramanzia me lo sono portato dietro per tutta la carriera. Mi fa piacere vedere anche tanti bambini che mi riconoscono per questa esultanza.”

I gol più rappresentativi della tua carriera? “Partirei dal primo in Serie A, non si può dimenticare. Dopo scelgo il trecentesimo gol segnato in carriera, a Udine con la maglia del Verona.”

Hai detto che se non avessi fatto il calciatore, ti avrebbero mantenuto i tuoi amici. “Non avevo una lira, mi pagavano tutto loro! Devo dire che hanno investito bene, ora fortunatamente posso permettermi di invitarli a cene e serate.”

È vero che Pazzini ha trovato l’accordo con il Verona durante il battesimo di tuo figlio? “Per l’occasione invitai anche il presidente, abbiamo fatto una foto con il Pazzo e l’abbiamo mandata all’allenatore. Ci ha risposto che sarebbe stata una bella coppia d’attacco e così credo che sia cominciata questa storia.”

Un messaggio ai bambini che intraprendono la carriera di calciatore? “L’unico messaggio che posso dare è che serve tanto sacrificio: io sono partito da un paesino sulle colline modenesi e sono arrivato a vincere la Coppa del Mondo. Forse non andrà bene per tutti, ma facendo sport nella vita vinci comunque.”

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