UNA SCELTA OBBLIGATA

UNA SCELTA OBBLIGATA

L’esonero di Mandorlini, inevitabile, arriva solo oggi. A Corini spetta un’impresa difficilissima

Da alcune settimane il Verona sembrava prigioniero di se stesso, timoroso di prendere delle decisioni. Nonostante il giocattolo si fosse rotto già da tempo Setti si è ostinato a cercare la luce in fondo a un tunnel cieco. Dopo il pareggio con l’Udinese c’erano già tutti i presupposti per un esonero di Mandorlini. Il calcio non perdona, dà dei segnali ed è bravo chi li sa cogliere, anche rischiando nelle scelte. Dopo quella gara il Verona ha fatto un punto nelle successive sei, fino a Frosinone, ieri.

Si è perso un sacco di tempo, le altre hanno fatto strada, il Verona è rimasto inchiodato. Si è dovuti arrivare al piede e quasi mezzo in B. 

Comprensibili, in questo momento, i tanti messaggi di ringraziamento dei tifosi verso Mandorlini, indiscutibilmente protagonista di una grande ascesa col Verona. Un Verona con tanta qualità, con i capocannonieri di categoria, con rose eccellenti per la dimensione del club costruite prima da Gibellini e poi da Sogliano. Rose con le quali si poteva arrivare anche più in alto. Meno comprensibili quelli che dicono che sarebbe stato meglio tenere Mandorlini anche a costo della B. Ma ognuno è libero di tifare Verona come meglio crede. Io preferisco tentare di salvarmi.

Ancor meno comprensibili le parole, in queste settimane, di tanti ex-gialloblù che a turno si sono ostinati nel difendere l’allenatore, fingendo di non vedere l’assenza di gioco e le falle di una squadra incapace di reggere, anche psicologicamente, la categoria. Ora dovrebbero ribellarsi per l’esonero. Loro, più della stampa amica dell’Andrea da Ravenna. Tra gli ex, va detto, una voce fuori dal disco rotto l’hanno avuta Sacchetti, Penzo e Volpati.

Considero Mandorlini uno dei principali responsabili della classifica del Verona. Non mi interessa, oggi, dire che non è l’unico. Lo stiamo già scrivendo da tempo. Oggi la notizia è che Mandorlini è stato esonerato, e vedremo se con Corini, a cui spetterà un’impresa colossale, il Verona svolterà. Chi ci legge sa bene quello che abbiamo scritto negli anni, smarcandoci dal club del Mandola, (non saremo mai del club di alcun allenatore!) parlando anche delle lacune (scandalo!) oltre che dei pregi dell’incensatissimo tecnico, e ben prima della catastrofe di questa stagione. Pigliando per questo parole, ma catafottendocene, per dirla alla Camilleri, di avere della celebrità derivante da un nauseabondo e cieco populismo.

Ora via Belgio ha fatto una scelta non facile, ma obbligata. Gli allenatori più accreditati sulla piazza hanno detto no o si sono accasati prima altrove. A Corini, se sarà lui il nuovo tecnico come pare molto probabile, un grande in bocca al lupo.

Ah, pirsonalmente di pirsona, come direbbe Catarella, non mi importa nulla che Corini sia stato anche al Chievo, come non mi importa nulla se un allenatore si fa il tatuaggetto coi simboli della squadra. Il Verona è enormemente più di tutto questo.

Foto Getty Images per Gazzanet

1 commenti

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  1. Lesso&Babbà - 2 anni fa

    “non mi importa nulla che Corini sia stato anche al Chievo, come non mi importa nulla se un allenatore si fa il tatuaggetto coi simboli della squadra. Il Verona è enormemente più di tutto questo”
    parole sante
    forse molti hanno già dimenticato il buon Cesare Prandelli che con tatuaggio bello fresco andò a firmare per Zamparini ancora a metà stagione
    sono 8 odovrebbero essere) tutti professionisti che pensano principalmente al loro contratto, al loro conto in banca, e poi ai colori societari del momento
    NOI siamo il Verona, con o senza tatuaggio
    NOI c’eravamo, ci siamo e sempre ci saremo

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