VERONA FANTASMA, LA LAZIO NE FA CINQUE

VERONA FANTASMA, LA LAZIO NE FA CINQUE

Batosta all’Olimpico. Finisce 5-2 con un Verona passivo e quasi mai in partita. In gol Greco e Toni

Un Verona irriconoscibile perde 5-2 con la Lazio una gara tenuta sullo 0-0 per 43 minuti e poi divenuta senza storia. Tutto il buono che si era visto nella gestione Delneri scompare nel nulla nell’Olimpico deserto. Una batosta, figlia di un atteggiamento molle e passivo, e da tanta assenza di qualità, da archiviare presto per non incorrere in pericolosi contraccolpi psicologici.

Il Verona scende in campo col 4-4-2. Gollini tra i pali, davanti a lui Delneri sceglie Pisano a destra e Fares a sinistra, in mezzo Moras ed Helander. Linea di centrocampo con Wszolek, Greco, Ionita e Jankovic, in avanti Toni e Pazzini.

Pioli recupera Biglia e tiene Candreva in panchina. In porta Marchetti, difesa a quattro con Konko Mauricio, Hoedt e Lulic, in mezzo Cataldi, Biglia e Milinkovic-savic, tridente con Felipe Anderson, Matri e Mauri.

Curva della Lazio e distini chiusi, pochi gli spettatori all’Olimpico, presenti 143 supporter gialloblù.

È dei padroni di casa il primo pericolo al 7’: dalla sinistra Felipe Anderson si accentra e calcia in diagonale, Gollini si tuffa senza toccare, palla sul fondo. Wszolek prova a scappare al 10’ ma il cross è fermato. Poco dopo un traversone dalla destra di Mauri vede Gollini incerto, Matri da un passo non riesce a metterla dentro. Toni risponde calciando sull’esterno della rete dalla distanza.

Il Verona gioca con ordine, si chiude un po’ troppo all’indietro ma inizialmente chiude bene con Fares a sinistra e con Moras ed Helander che spazzano di testa. Si cerca, poi, di servire subito le punte. Manca il regista, però, con Marrone squalificato, e si vede.

Occasione Verona al 24’: Pisano fa da sponda di testa per Pazzini che incorna in tuffo verso l’angolo, Marchetti si allunga e mette in angolo. L’Hellas prende coraggio, Wszolek semina il panico a destra, mette un cross al 27’, Toni, pur distante dalla porta, imprime di testa potenza alla palla che esce di poco.

La Lazio torna a mantenere il possesso della palla pur faticando a fare gioco. Il Verona, sornione, aspetta l’occasione giusta per colpire ma l’atteggiamento non è propositivo, e lo è sempre meno più scorrono i minuti. Jankovic non incide per nulla a sinistra, sembra passeggiare per il campo.

37’: Cataldi calcia da fuori, Gollini è bravo a respingere, poi Mauri è fermato da Gervasoni in fuorigioco. Toni fa lavoro sporco e prende falli ma sbaglia un assist in area al 43’. Pazzini quasi non si vede.

Troppo abbassato il Verona, la Lazio passa al 45’ con Matri. Cataldi recupera palla e serve in verticale l’attaccante che da sinistra piazza un diagonale che passa sotto le gambe di Pisano e si infila piano in porta sorprendendo un Gollini poco reattivo nell’occasione.

Toni si fa mezzo campo e prende un corner (che Greco non riesce ad alzare) al 3’ della ripresa, Wszolek si arrabbia perché il bomber non lo serve. La Lazio raddoppia al 5’ della ripresa. Cataldi va sulla sinistra e vede un buco, nessun gialloblù arriva sul cross, perfetto invece per Matri che fa doppietta.

Delneri cambia un pessimo Jankovic (perché schierarlo?), entra Gilberto al 6’. Entra anche Romulo per Fares. È, però decisamente il peggior Verona della gestione del tecnico di Aquileia. Non ci sono tracce dell’intensità di gioco che era riuscito a far mettere ai suoi nelle scorse gare. La reazione è pressoché nulla, i ritmi restano bassi e la Lazio ne approfitta per controllare il risultato  giocando senza brillare.

Sussulto gialloblù al 16’: il Verona ha la possibilità di accorciare ma non è assistito dalla fortuna. Wszolek va a sinistra, da terra mette il cross, interviene Hoedt che centra una clamorosa traversa sfiorando l’autorete.

I biancocelesti fanno girare la palla, l’Hellas non pressa con decisione e quasi lascia fare.

La Lazio passa ancora al 24’. Il gol è irregolare perché Matri riceve a sinistra in fuorigioco, la mette in mezzo dove Felipe Anderson è solo ad appoggiare in rete. Tutto era nato da un pasticcio al limite dell’area nel quale lo stesso Felipe Anderson aveva beffato la difesa recuperando palla da terra uno contro tre. Entra, a giochi chiusi, Gomez al 24’, esce Pazzini. L’argentino, ancora una volta in modalità fantasma, non lascerà traccia di sè.

Lampo di orgoglio del Verona al 27’. Greco calcia di sinistro una punizione perfetta nel sette. 3-1. Non festeggia nemmeno il centrocampista. Entra Keita al posto di Mauri. Non sembrano crederci i gialloblù, il tempo ci sarebbe per tentare la rimonta, ma i ritmi rimangono molli. Cataldi ha l’occasione del 4-1 ma la spreca.

Poi il colpo di scena che riapre i giochi sul serio, anche se per poco.  34’: uno splendido traversone da sinistra di Wszolek è sfruttato finalmente da campione da Toni che al volo fa il 3-2. In contropiede, però, Klose serve Keità che al volo mette il risultato sul 4-2. Male Romulo che pasticcia in difesa nell’occasione. Cataldi spara alto e manca il quinto, così anche Klose, la retroguardia dell’Hellas fa acqua. Gilberto stende Lulic in area, al 45’ Candreva fa pure il quinto su rigore. La punizione è severissima.

Un brutto Verona, mai in partita, perde malamente all’Olimpico. La salvezza, così, resta davvero tanto, ma tanto lontana.

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