VERONA-NAPOLI, I PIÙ E I MENO TRA I GIALLOBLÙ

VERONA-NAPOLI, I PIÙ E I MENO TRA I GIALLOBLÙ

Ennesima sconfitta per i gialloblù. Male Helander. Checchin, buona la prima

Tra tutte le gare che potevi portare a “casa” quella col Napoli era la meno probabile. Eppure in settimana si vociferava il ritorno, sempre più vicino, di Luca Toni. I tifosi anziché contestare la squadra, hanno stretto le maglie facendo sentire la loro presenza. Un clima quindi, seppur difficile, ancora tranquillo. Tutti buoni propositi, che lasciavano intravedere un lumino di speranza, della serie “non succede, ma se succede”. La banda Mandorlini invece, sembra navigare in una sorta di bolla, fluttuante nello spazio infinito, dove appunto è risaputo, non esiste un capo né una coda.

I PIÙ

RAFAEL. Davanti a lui Mandorlini ha pensato bene di costruire una diga formata da dieci uomini. Higuain si presenta al cospetto del portiere brasiliano in più occasioni. In cuor suo (e nostro), Rafael si fa trovare pronto evitando il tracollo gialloblù con tre parate fondamentali.

MORAS. Che tra i “più” ci sia sempre lui ormai è un’abitudine, ma come non mettercelo? Il greco sgomita su ogni pallone che passa nei pressi della difesa, e dirige come un vigile urbano i movimenti di Bianchetti e del giovane Checchin. Leggermente statico sul secondo gol, ma non è colpa sua se la difesa fa acqua da tutte le parti. Si meriterebbe la fascia da capitano.

CHECCHIN. Il classe ’97 ha cercato delle “sventagliate” che a Verona non si vedevano da tempo. Certo, non sempre preciso, ma sicuramente un giocatore da tenere in considerazione. Meritava già prima più spazio. A maggior ragione d’ora in poi dovrà averne altro.

I MENO

HELANDER. Probabilmente tra le mani abbiamo uno dei difensori più promettenti del calcio europeo, e il fatto che lo svedese alterni prestazioni buone ad altre (più frequenti) meno buone, lascia l’amaro in bocca. Subentra ad Albertzzi e fatalità da quel momento il Verona incomincia a traballare. In occasione del primo gol, si dimentica completamente della presenza di Insigne, andando in marcatura su Higuain (già marcato da Moras). Sono proprio questi gli errori che affondano il Verona. Se poi li commetti contro il Napoli…

PAZZINI. L’idea che a Verona arrivasse un giocatore del suo calibro lasciava all’immaginazione tutt’altra realtà. Il “pazzo”, vuoi per colpa del modulo, della stagione sfortunata e dell’involuzione generale, non è mai stato determinante per la causa gialloblù. Un solo gol realizzato, poi l’infortunio, le infiltrazioni… Poi… Poi e ancora poi. Quello che si spera è che la società ci abbia visto lungo…contratto a parte.

LE INTERVISTE POST PARTITA. Per carità, da Bianchetti e da Pisano non ci si potevano aspettare le dichiarazioni della vita. E la società in questi momenti, dovrebbe per correttezza, mandare davanti alle telecamere i senatori della squadra. Ma i copioni sinceramente hanno stancato. Si parte dal classico “Abbiamo fatto quello che il mister ci ha detto durante la settimana” per passare allo sbalorditivo “Oggi abbiamo fatto un’ottima prestazione di squadra, al di là del risultato”. Per arrivare infine al mai banale: “Un applauso ai tifosi che ci stanno vicino”. Il presidente Setti ha sempre detto che alle parole preferisce far parlare i fatti. A buon intenditor…

foto Getty per Gazzanet

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