VERONA, SEI PROPRIO DA B: ANCHE IL CARPI FA FESTA AL BENTEGODI

VERONA, SEI PROPRIO DA B: ANCHE IL CARPI FA FESTA AL BENTEGODI

Disonorevole la prova dei gialloblù che perdono per 2-1: tutto lo stadio fischia la squadra

Il sogno salvezza tramonta definitivamente oggi 20 marzo 2016. Al Bentegodi vince il Carpi per 2-1. Il pareggio di Ionita, dopo 60 minuti di gioco orribile col Carpi in vantaggio meritato (Bianco fa l’1-0 al 42’), dura 4 minuti prima che Lasagna si inventi il gol della vita su punizione.

Un Verona che doveva sbranare l’avversario viene divorato dallo scadente ma ordinato Carpi. Finisce miseramente, con la squadra seppellita dai fischi e col coro della curva “Siete senza c…oni”.

Si avvia, così, L’Hellas, a una delle retrocessioni più umilianti della storia, figlia della mancanza di qualità della rosa, e di carattere, oggi il grande assente.

Si torna al 4-4-2 con Pazzini e Toni coppia d’attacco. Davanti a Gollini Pisano, Moras Helander e Fares. Marrone e Ionita in mezzo al campo, le ali sono Wszolek e Siligardi.

Il Carpi si mette con un 4-4-1-1: davanti a Belec Poli, Romagnoli, Suagher e Gagliolo, in mezzo Pasciuti, Cofie, Bianco e Di Gaudio, in avanti Lollo dietro a Mbakogu.

Dopo 4 minuti è già brivido in area del Verona quando Di Gaudio appoggia di testa per Bianco che dal limite calibra un tiro che si stampa sulla traversa.

La risposta del Verona, che parte meno concentrato degli emiliani,  arriva all’11’. Siligardi smista a centrocampo e lancia Fares che fa 30 metri a tutta e pennella per Toni che, solo, da fermo, si fa parare da Belec  la conclusione di testa.

Il Carpi fa dell’aggressività la sua arma migliore e la manovra del Verona stenta fin sul nascere. Dietro Helander tampona su qualche ritardo di Moras. Si fatica, dalla tribuna Ovest gridano “Oh issa”.

Al 36’ Mbakogu si mangia un gol fatto schiacciando di testa (cross di Di Gaudio che brucia Pisano) a due metri dalla porta. La goffa conclusione fa rimbalzare la palla che poi esce alta. Qualcuno inizia a fischiare vedendo un Verona che è davvero poca cosa in campo.

Il pastrocchio arriva al 42’ quando Siligardi perde palla nella sua metacampo tentando un dribbling su Gagliolo, Di Gaudio si invola, dribbla in area Pisano e Moras come birilli e infila Gollini: 0-1. Il vantaggio è meritato, e si va negli spogliatoi con le tribune che fischiano i gialloblù.

Un Delneri infuriato ne cambia due negli spogliatoi: dentro Rebic e Viviani al posto di Pazzini e Siligardi, autore della peggior prestazione stagionale. 4-2-3-1 con Viviani vicino a Marrone e Wszolek, Ionita e Rebic dietro a Toni. L’Hellas prova ad aggredire, il Carpi si chiude. Scappa Mbakogu, Helander chiude in corner al minuto 8. Crimi rileva Lollo tra gli emiliani. Fugge Rebic al 9’,  Suagher lo atterra e viene ammonito.

Fares è il più volenteroso. Guadagna un corner al 16’, Marrone batte, Pisano salta ma da pochi passi incorna facile per Belec, altro gol mangiato dopo quello di Toni del primo tempo, poi Fares calcia dalla distanza e lambisce il palo.

Sembra stregata, ma il gol arriva. Altro angolo da sinistra, sempre guadagnato da Fares. Batte Viviani, stavolta sul secondo palo stacca Ionita, che, ormai da saltatore provetto, insacca per l’1-1 al 63’.  Non c’è tempo per festeggiare perché il Carpi passa ancora con un super gol di Lasagna su punizione da trenta metri, con palla che si infila all’incrocio al  67’.

Terzo cambio di Delneri: dentro Gomez per Marrone al 70’. La reazione del Verona non è quella che ci si aspetta, in molti non aggrediscono il campo a dovere pur di fronte al baratro che si spalanca. Eppure il tempo per rimediare ci sarebbe.

Fares ci prova di testa, ma la palla è debole ed esce all’80’. Viviani è irritante nell’insistere con un’azione personale al limite dell’area avversaria.

Rebic si fa espellere per doppio giallo al 45’. Pisano si mangia il pari di testa nel recupero, Toni dorme sull’ultimo pallone da spingere dentro, Viviani batte un corner da dimenticare.

Bordate di fischi: finisce la gara, la speranza, e anche il tristissimo campionato (ora si andrà in campo, si spera, almeno per onorare la maglia) di un Verona pessimo, mal costruito e clamorosamente inadeguato alla serie A.

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