Verona tra papere e coraggio, il Napoli vince, al Bentegodi finisce 1-3

Verona tra papere e coraggio, il Napoli vince, al Bentegodi finisce 1-3

L’Hellas cade alla prima. Male Nicolas, e mancano attaccanti. Buona la volontà ma non basta

Nessuna piacevole sorpresa alla prima di campionato. Il facile pronostico della vittoria del Napoli si concretizza. Diciamo facile perché un Verona senza un vero portiere e senza attacco, pur volenteroso e ben organizzato, non può minimamente competere contro gli azzurri di Sarri, che non fanno nulla di straordinario per fare tre reti, anzi ringraziano per la prima, barbinamente concessa su autogol di Suprayen dopo un’uscita a vuoto di Nicolas. Peccato, perché fino a quel momento i gialloblù avevano retto bene e con orgoglio alla corazzata partenopea. Commovente il pubblico che ci crede, più della squadra, dopo il rigore trasformato da Pazzini al 37’ della ripresa.

Sorprese, invece, ve ne sono in formazione. Pazzini siede in panchina per scelta tecnica.  Gli fa compagnia Bruno Zuculini. Decisioni che lasciano perplessi. Al centro dell’attacco, come falso 9, c’è Bessa. Ai suoi fianchi a destra Cerci e a sinistra Verde. In porta Nicolas, dietro la linea è formata da Caceres, Ferrari, Heurtaux e Souprayen. In mezzo al campo Romulo, Buchel e Zaccagni.

Sarri, invece, ne cambia qualcuno per semplice turnover. Il suo 4-3-3 vede Reina tra i pali, Hysaj, Chiriches, Koulibaly e Ghoulam dietro, in mezzo Zielinski, Diawara e Hamsik, in avanti Callejon, Milik e Insigne. L’ex Jorginho riposa in vista della gara di Nizza, ai preliminari di Champions.

Il colpo d’occhio del Bentegodi non è dei migliori. La Sud è chiusa, in molti sono andati nelle gradinate Est e da lì si fanno sentire. Gli spettatori sono 15 mila. Ci sono circa mille tifosi del Napoli. Arbitra Michael Fabbri di Ravenna. Una nota la merita la condizione del terreno di gioco che dalla metà campo verso sud è perfetta, di un verde smagliante, mentre nella parte opposta risulta in condizioni precarie.

Dopo tre minuti un liscio di Buchel lancia il Napoli, Insigne calcia poco dentro l’area, Nicolas si distende e para. Da lì il Napoli tenta subito di schiacciare l’Hellas nella sua metà campo, ma il Verona è bravo a non abbassarsi e a tentare alcune fiondate in direzione Cerci e Verde, che si muovono bene. Quando si distende il Napoli fa paura, i gialloblù però combattono e giocano compatti. Il Pubblico applaude e li incoraggia. Caceres morde le caviglie a Insigne, che al 18’ tenta un tiro che finisce alto sul primo palo. Nel frattempo raffiche di vento pettinano giocatori e spettatori. Un minuto dopo è bravo Nicolas a tuffarsi e bloccare una conclusione del furetto napoletano. Hamsik calcia alle stelle al 22’. Ferrari esce bene da qualche situazione pericolosa.

Al 24’ l’azione più bella del Verona. Verde innesca Bessa che libera Romulo sul filo del fuorigioco, il numero 2 va in velocità verso il fondo e restituisce palla all’indietro a Bessa che calcia alto. Applausi ma anche la triste constatazione che all’Hellas manca un centravanti da servire in simili occasioni. Al 26’ Heurtaux la combina grossa uscendo male palla al piede, Callejon ha l’occasione per il gol ma calcia debole e Nicolas la para.

DISASTRO NICOLAS E AUTOGOL DI SOUPRAYEN

Purtroppo, dopo 32’ di ottima tenuta, il gol del Napoli arriva per un erroraccio da categorie inferiori, ma molto inferiori, di Nicolas che esce a farfalle su un corner mollando la palla a terra. Questa carambola addosso a Souprayen che la manda in porta completando il harakiri. Hai voglia a giocare bene se i singoli non sono all’altezza. Tutto davvero imbarazzante. Il Verona cerca di reagire, Cerci se ne va a sinistra ma è in fuorigioco. Poi Insigne calcia alto.

2-0 NAPOLI, MILIK NON SBAGLIA

Il 2-0 arriva al 40’. Romulo perde ignobilmente palla in avanti a destra, parte il contropiede del Napoli che con tre passaggi libera Milik che da destra incrocia, il tiro non è potente ma preciso e Nicolas va giù come un sacco.

Cerci sembra l’unico a combattere, a sinistra finta poi calcia, Reina manda in corner al 42’. Si va negli spogliatoi.

La ripresa inizia con la pioggia e partono gli scivoloni. Si scalda, applaudito, Pazzini. Con lui Zuculini e Fares. Al 5’ un bel cross di Caceres dalla destra è salvato di testa dalla difesa del Napoli, poi Cerci sparacchia alto da buona posizione. Va giù duro Hysaj su Suprayen al 7’ e si becca il giallo. Minuto 8’: Caceres da destra taglia il campo per Verde, la palla è difficile ma l’esterno la mette dentro alla perfezione e Romulo è anticipato di un soffio da Reina che salva la porta. Al 13’ da corner ancora Nicolas esce a vuoto, ma la palla non è raccolta dagli azzurri. Al 15’ Milik grazia il Verona calciando debolmente in posizione solitaria dal limite dopo un errore della difesa gialloblù. Mertens entra al 16’ al posto di Milik.

3-0, IL NAPOLI CHIUDE LA GARA CON GHOULAM

Minuto 17’, il Napoli sigilla il risultato. Nicolas esce a bomba su Mertens, poi resta a terra e non può far altro che guardare Ghoulam solo insaccare sotto la traversa. Fares sostituisce Zaccagni, autore di una gara incolore. L’Hellas non reagisce, trafitto a morte, e il Napoli rischia di dilagare.

Ci si mette anche la pioggia, ad allungare un bel pallone di Cerci che lancia Verde, l’esterno non ci arriva al 23’. Al 25’ inizia a diluviare. Accade poi poco. Pazzini tenta la spizzata di tacco che esce al 35’.

RIGORE PER IL VERONA, HYSAJ ESPULSO, PAZZINI FA L’1 A 3

Al 37’ Hysaj getta a terra in area uno scatenato Bessa. Fabbri non ha dubbi, espelle il difensore e assegna il rigore. Il Pazzo va di potenza a mezza angolatura alla destra di Reina e lo trafigge. Il pubblico esplode e carica la squadra a suon di decibel. Caceres va di testa da corner, fuori. Esce Heurtaux, entra Valoti. In tanti hanno il fiatone, Valoti di testa sfiora il 2-3. il Napoli si chiude e finisce così.

I tifosi comunque applaudono e cantano. La sconfitta deve essere dimenticata al più presto (non gli errori commessi). Con pedante retorica, davvero si può dire che il campionato del Verona inizia domenica prossima quando a Crotone sarà necessario riscattarsi. Sperando, che, nel frattempo, qualcuno là davanti sia arrivato dal mercato.

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