ALL’ULTIMA GIORNATA, ALL’ULTIMO MINUTO, POSSIBILMENTE SU RIGORE. SECONDA PARTE

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Il Verona, la rivoluzione e la caccia ad un altro capolavoro

Il Verona del futuro nascerà da un ribaltone. L’ha annunciato Sean Sogliano, parlando da Fortaleza, nel pieno della sua missione brasiliana. Dell’Hellas che si è salvato a marzo, ha sfiorato l’Europa, ha “creato” talenti – Iturbe, certo, ma prima c’è stato Jorginho – rimarrà probabilmente poco.
 
“Questa mia generazione vuole nuovi valori e ho già sentito
aria di rivoluzione”, cantava Franco Battiato. E rivoluzione sarà per l’Hellas. Chiamato ad un altro capolavoro. I dati del Cies, l’osservatorio svizzero che misura il rendimento delle squadre in base ai parametri analitici degli investimenti effettuati, ha collocato il Verona al vertice, come sorpresa della Serie A. Quanto il Crystal Palace in Inghilterra, il Guingamp in Francia, l’Augsburg in Germania e l’Elche in Spagna.
 
Con una rosa quotata 33 milioni di euro l’Hellas ha percorso un cammino impetuoso. Un anno fa, più o meno di questi tempi, scrivemmo: “All’ultima giornata, all’ultimo minuto. Possibilmente su rigore”. Ci riferivamo ad una permanenza in A da ottenere in qualsiasi, legittimo, modo. Francamente, e non per votarci a riti scaramantici che fanno parte del repertorio ideale delle menti deboli, replichiamo il medesimo messaggio.
 
Il Verona venderà, politica ineluttabile nel calcio, soprattutto italiano, di oggi, i pezzi migliori. Non farà sconti, ma non è ragionevole pensare che Iturbe rimanga. Stesso discorso per Romulo. La rosa sarà rinnovata per larghi tratti. Non è improbabile che a salutare sia un alfiere della scalata cominciata dalla Lega Pro, Maietta. Ci sono situazioni in bilico che riguardano pedine chiave per la promozione dalla B: Martinho, Cacciatore. Marquinho, Jankovic, Donadel, sono tutti vincolati a posizioni incerte. Come Cirigliano.
 
A conti fatti, non meno del 50 percento dell’organico sarà modificato. Ci sono stati anni in cui scelte del genere avrebbero agitato sommamente la piazza. Ma il calcio ha preso altre strade. Inoltre, e questo è un merito da riconoscere, la dirigenza del Verona non si è messa a vendere fumo. Ha avuto il pregio della chiarezza con Sogliano, e nondimeno con il dg Gardini, che da mesi fa notare come il prossimo campionato sarà quello più difficile.
 
Primo principio: safety first. Per i sogni ci si può sempre attrezzare.
 
MATTEO FONTANA
 
 
 
 

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