Il Verona ad Ascoli: il sogno di volare

Il Verona ad Ascoli: il sogno di volare

Il ricordo delle vittorie coi bianconeri dell’Hellas è legato allo scatto verso grandi traguardi

Domenico Penzo stoppa il pallone e tira in corsa: il Verona va sul 3-1. Poi Novellino ridurrà il margine, ma l’Hellas, alla nona giornata del campionato di Serie A 1982-83, sbancherà lo stadio dell’Ascoli e salirà sempre più in alto in classifica. Quel giorno (è il 7 novembre 1982, precisamente), i gialloblù, approfittando dell’1-1 della Roma a Udine, agganciano il primo posto, da neopromossi.

È l’incoronazione di una squadra meravigliosa. Con Osvaldo Bagnolim magnifico e umile artigiano del calcio, e in campo un 4-2-3-1 ante litteram, a voler parlare di tattica. Dietro a Penzo, gli inneschi sono Piero Fanna, Antonio Di Gennaro e Josè Dirceu. In quel periodo, a Verona, si diceva: “Siamo la città di Giulietta e Dirceu”. Il brasiliano che aveva fatto innamorare un popolo, e non serve fermarsi, ora, a dire che cosa si ruppe, in seguito: le grandi passioni, le più infuocate, sono belle così, intense seppure non siano destinate a durare a lungo.

Il Verona cavalcò al vertice, si perse per qualche settimana ma si ritrovò per la volata che lo condusse a uno storico quarto posto. Fu epica qualificazione alla Coppa Uefa. Dopo l’Hellas arrivò in finale di Coppa Italia: lo beffò in rimonta la Juventus, ferita dalla sconfitta all’ultimo atto di Coppa dei Campioni con l’Amburgo. Madama che, in Italia, vuole la tradizione, per metà è amata, per l’altra metà è odiata. Così, dopo la sconfitta con i tedeschi dell’Ovest, su tanti muri comparve la scritta “Grazie Amburgo”.

Con la Juve, l’Hellas, si prese altre rivincite. Della vittoria dell’anno dello Scudetto sono noti i minimi dettagli. Su tutti, l’impatto più grande va riservato al gol senza scarpa di Preben Elkjaer. Ma la sua prima rete in Serie A, Cavallo Pazzo, l’aveva siglata a degli altri bianconeri, alla seconda giornata: in trasferta ad Ascoli, un viavai di giravolte che mandarono in stato confusionale il suo diretto marcatore, Antonio Bogoni. Il Verona vinse per 3-1: era il 23 settembre 1984 Di quella magia di Elkjaer si parla anche adesso, talvolta, nei bar, e c’è chi scherza (ma neppure troppo), dicendo, in dialetto: “Bogoni l’è ancora là che el le serca“. Bogoni è ancora là che lo cerca. Preben, naturale. L’Hellas, dopo quella vittoria, fu primo da solo,  a punteggio pieno, a quota 4, al comando della A.

Non lascerà più quel primato. E Ascoli, per il Verona, è diventato il sogno di volare.

 

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