ADAILTON: “BRAVO VERONA! TRA POCO CI RIVEDIAMO”

ADAILTON: “BRAVO VERONA! TRA POCO CI RIVEDIAMO”

L’indimenticato attaccante brasiliano parla dell’Hellas e del suo futuro, a breve nuovamente in riva all’Adige

di Alessandro Lerin, @alessandrolerin

Attaccante del Verona dal 1999 al 2006 e autore di 52 gol con la maglia gialloblù, Martins Bolzan Adaìlton, dal Brasile, parla ai microfoni di hellas1903.it.

Subito un buon pareggio, al Bentegodi, nell’esordio contro la Roma. Che Verona ha visto?

È stato un risultato importante. È vero che il Verona giocava in casa, ma non era facile iniziare subito bene contro una grande squadra come la Roma. L’Hellas ormai ha acquisito l’identità del suo allenatore e ha dimostrato di avere già una sua impronta dalla prima giornata.

Domenica prossima i gialloblù saranno ospiti del Genoa, dove lei ha conquistato la promozione in Serie A nel 2006-2007. Che partita sarà?

Giocare contro il Genoa, a Marassi, è sempre difficile. Le squadre di Gasperini sono molto aggressive, giocano ad alta intensità, quindi sarà un’altra grande prova per il Verona. L’Hellas, con Roma e Genoa, ha trovato subito due partite durissime. Inoltre i rossoblù vengono da una sconfitta contro il Palermo e cercheranno di fare punti davanti al loro pubblico. Verona e Genoa sono due squadre che non hanno cambiato allenatore, hanno già una loro identità di gioco: entrambi giocano con le tre punte, cercano molto la velocità e hanno giocatori importanti. Mi aspetto una bella partita, con i padroni di casa che proveranno subito a pressare per sbloccare il risultato.

L’arrivo di Pazzini e di giovani interessanti, oltre all’ottimo avvio di stagione di sabato, possono spostare l’asticella degli obiettivi verso l’alto o il Verona deve pensare solo alla salvezza?

Bisogna stare sempre molto attenti, avere i piedi per terra e fare un passo alla volta. Secondo me la squadra e le potenzialità ci sono, oltre al fattore pubblico, che è importante perché trascina i giocatori in casa. Però bisogna sempre fare un passo alla volta: prima ottenere la salvezza, poi cercare qualcosa in più. Non puoi pensare già in avanti senza avere in tasca il primo obiettivo. Anche perché…

Anche perché?

Lo dico per esperienza mia, perché noi l’anno della retrocessione abbiamo vissuto proprio questo. Avevamo una squadra forte, pensavamo di poter andare in alto in classifica, e potevamo effettivamente andarci per le qualità dei giocatori, però alla fine ci siamo scordati che prima di tutto bisogna ottenere la salvezza. Il campionato di Serie A è molto difficile, molto competitivo, tutte le squadre possono fare punti. È dura giocare anche con le più piccole: ora, ad esempio, il Carpi ha preso cinque gol dalla Sampdoria, ma non vuol dire che non possa vincere la prossima in casa, perché tutte le compagini nella massima serie sono organizzate e lavorano bene. Quindi un passo alla volta: credo che il Verona abbia tutte le carte in regola per una salvezza tranquilla e, a obiettivo raggiunto, provare a puntare a qualcosa in più.

Verona che può contare ancora su Luca Toni, dopo le due straordinarie stagioni in riva all’Adige. Riuscirà a ripetersi anche quest’anno?

Luca è un bomber, quindi può sempre fare gol. Nel calcio la cosa più difficile è fare meglio, o come, l’anno precedente, dopo aver già fatto una grande stagione. Lui sta viaggiando su numeri importantissimi, però credo che possa sicuramente fare i suoi gol come ha sempre fatto. Credo possa arrivare in doppia cifra tranquillamente, perché dentro l’area sa cosa fare, come muoversi. Indipendentemente dalla sua età, Toni è un giocatore fantastico, un attaccante nato. Uno dei pochi centravanti rimasti ancora nel calcio. Io spero, lo auguro a lui e al Verona, che riesca a fare un’altra stagione straordinaria.

Adaìlton, invece, tornerà a tuffarsi nel mondo del calcio?

Spero proprio di sì. Ora ho preso il patentino da allenatore qui in Brasile, ma a gennaio penso di rientrare in Italia per fare il corso a Coverciano. Rientrerò a Verona, dove ho casa, per prepararmi, studiare e provare a tornare nel mondo del calcio in un altro contesto. Mi piacerebbe tantissimo la possibilità di lavorare ancora in Italia. In futuro, chissà, magari anche a Verona: io sono e sarò sempre un tifoso gialloblù, su questo non c’è dubbio. La mia storia è legata tantissimo alla società e alla città.

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