Rien ne va plus

Rien ne va plus

Mercato chiuso, adesso i giochi sono fatti. Il Verona prepara la sfida per la A

di Matteo Fontana, @teofontana

“Rien ne va plus, e salta la pallina in mezzo a quella grande ruota, un solo punto verde tra il rosso e il nero, l’incognita apparente di uno zero”. Cantava così, nel 1986, Enrico Ruggeri. I giochi sono fatti, ora non c’è più margine per cambiare: il calciomercato è chiuso, gli organici definiti, non sono consentite ulteriori fantasie. Il Verona è questo, e sono queste, anche le altre ventuno squadre di Serie B.

 

Non si può dire che la dirigenza dell’Hellas abbia detto una cosa e ne abbia fatta un’altra, nel corso della sessione invernale appena terminata. A inizio gennaio Filippo Fusco ha ripetuto a oltranza un concetto: “Effettueremo soltanto dei ritocchi”. Poco meno di un mantra, quello declamato dal ds del Verona.

 

Dunque, i conti sono questi: risoluzione contrattuale per Enzo Maresca, prestito al Südtirol per il giovane Davide Riccardi, cessione al Bari per il “fuori lista” Leandro Greco, per quel che riguarda le uscite. In entrata, ecco Bruno Zuculini, proveniente dal Rayo Vallecano via Manchester City, e Alex Ferrari, girato dal Bologna.

 

Basterà per la Serie A? La domanda che risuonerà per le prossime settimane, prima che la volata vera venga lanciata, è ovvia. La concorrenza s’è mossa con notevoli forze. Il Frosinone ha puntato sulla quantità, la Spal sulla qualità (l’ingaggio di Floccari), il Benevento ha adottato la via di mezzo (ultimo colpo, Viola). Ci sono poi le incognite, come il Bari che è lontanissimo dal vertice e che ha ribaltato la rosa, oppure il Cittadella che si è mosso meno del Verona.

 

L’Hellas ha deciso di seguire una politica conservatrice: primo in classifica da ottobre, il club di via Belgio ha ritenuto che non fosse necessario procedere con i mezzi d’assalto per passare attraverso la fitta giungla della B. Ha preferito ricorrere a pochi esploratori, presumendo di avere un numero sufficiente di avventurieri capaci di uscire dalla boscaglia.

 

I dubbi che rimangono sono relativi alla batteria offensiva. Con il gol di Luppi alla Salernitana sono 6 le reti segnate dagli esterni d’attacco dell’Hellas, in tutto il campionato. Sono pochi per una squadra a trazione anteriore. Le divinità del pallone, dunque, siano benevole con il Verona e mantengano Giampaolo Pazzini lontano anche dal più banale raffreddore: per l’Hellas vale quanto la Gioconda.

 

Adesso tocca soltanto a questo gruppo, al suo allenatore, Fabio Pecchia, completare una missione che qualcuno credeva semplice e che, al contrario (e ci mancherebbe: stolto chi pensava l’opposto), rimane complessa.

 

La pallina sta rimbalzando tra le fessure della roulette. Aveva ragione Ruggeri: “Potremmo sbilanciarci e dire ‘pour toujours’, ma attenti a non sbagliare qualche accento, attenti a non lasciarci spettinare dal vento”. Rien ne va plus.

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