Cinque cose che ho visto in Palermo-Verona

Cinque cose che ho visto in Palermo-Verona

Finalmente si chiude una stagione sciagurata. Ma ora serve chiarezza

1) Nel dubbio e amando i fatti e non le ipotesi, scelgo di credere che a Palermo sia stata una partita vera. E abbandonando ogni altro pensiero non supportato dai fatti dico che è stato un Verona bellissimo che ha giocato in modo quasi perfetto facendo anche assaporare la Serie B a Palermo. Il tiro di Pazzini da quasi metà campo che, deviato da Sorrentino, finisce sul palo, è una delle cose più eccitanti di questa magra stagione. Si è visto un buon Viviani ma anche un Emanuelson alla moviola, uno dei tanti errori strategici che questa mattina non ho voglia di commentare. Abbiamo avuto l’ennesima conferma che questa squadra si sarebbe potuta salvare se solo ci fosse stata l’umiltà di ammettere i propri errori anziché insistere sugli stessi. Quello che avevo da dire sulla società l’ho sempre detto, ormai non serve più a nulla. Spero sia solo un arrivederci alla Serie A.

 
2) Un sito napoletano, imbeccato dalla fonti giuste (si può ritenere siano fonti primarie), dice che il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, abbia chiesto alla Lega di Serie A un cospicuo anticipo sul paraculate del prossimo anno. Sempre quel sito dice che, dopo un Consiglio fiume, a Setti sia stato concessa una cifra che dovrebbe aggirarsi sui 10 milioni di euro su un totale di 25. Due riflessioni: è chiaro che se corrispondesse al vero che Setti abbia chiesto dei soldi in anticipo per terminare la stagione di A e per iscriversi a quella di B, la logica suggerirebbe che non abbia le risorse sufficienti in cassa. Secondo: se questo anticipo fosse stato davvero concesso, per programmare la Serie B il Verona si ritroverebbe con circa 15 milioni, due in più del Cagliari che, con una buona società e dei buoni professionisti, ha conquistato la promozione matematica solo a fine campionato. Situazione fantastica: teoricamente abbiamo falsato sia il campionato di A (saranno pagati gli stipendi, si eviteranno penalizzazioni e ci si potrà iscrivere alla B) sia quello di B (avremo una cifra mai avuta prima da nessuna squadra della cadetteria).
 
3) Luca Toni. Ognuno di voi potrà darmi 10 motivi razionali per cui ha fatto bene ad andare a Monaco. E sarebbero quasi tutte argomentazioni logiche. Ma secondo la logica il calcio è un gioco da idioti: 22 uomini che corrono sudati dietro ad un pallone non è una cosa particolarmente furba. Il calcio è quello che è perché scatena emozioni, senso di appartenenza, perché soddisfa le nostre esigenze ludiche, mentre il Verona riesce anche ad andare oltre e a diventare una fede. È per questo che vederlo vestito da crucco a fare la sfilata e non vederlo morire in campo con i suoi compagni mi ha ferito. Io non so che concetto abbia Luca del gruppo e dello spogliatoio, ma un capitano non può, non può e non può comportarsi così. Io vado a Palermo, se il mister me lo consente gioco titolare e forse mi prendo anche il tributo di una tifoseria che avrebbe potuto redimersi dopo tutto quello che ho fatto per lei. E invece no. Birra, brezel e a Palermo andate voi. 
 
4) Molti hanno già avviato il totoallenatori. Il toto diesse. Il tototutto. Il mio “toto” è a monte: cosa sarà del Verona? Il leitmotiv è: “Setti è l’unica possibilità, nessuno investe nell’Hellas”. Ciò presuppone che Setti può tutto e che noi si debba tacere. No, mi spiace. Ci siamo rialzati in tempi molto peggiori e con presidenti molto peggiori. Se Setti torna il Setti che abbiamo conosciuto nei primi anni, il giochino può andare avanti. Altrimenti no. Serve una cosa, semplice e complicatissima: chiarezza. Chiarezza sulla proprietà, sul budget, sugli sponsor che abbandoneranno il Verona, sugli errori, sulla programmazione. Lo scrivo e lo ripeto: Setti a Verona non ha nemici ma soltanto alleati. Che in cambio chiedono solo di non essere trattati da imbecilli consenzienti.
 
5) Volevo ringraziare tutti voi che per 38 volte avete letto questa rubrica. Io mi sono molto divertito ed è stato terapeutico: mi ha aiutato a superare la retrocessione senza investire in uno psicologo. Non so se e quanto abbiate apprezzato ciò che ho scritto (i numeri potrebbero significare anche solo “vediamo cosa ha scritto il pirla”), ma posso garantirvi che ho sempre detto ciò che pensavo, senza chiedermi se fosse conveniente o meno per qualcuno o qualcosa. E se ho potuto farlo è perché Matteo Fontana e Andrea Spiazzi mi hanno lasciato carta bianca nonostante i consigli non richiesti ma ricevuti premurosamente da qualcuno. Non ho mai voluto lecchinare i tifosi del Verona come non li ho mai crocefissi per alcune idiozie che hanno riguardato dei singoli. Oggi qui voglio spendere un pensiero per tutte le donne di questi colori: tantissime, sempre allo stadio, che fossero mamme, zie o anche nonne. Siete sempre fantastiche e vedervi allo stadio è speciale.
1 commenti

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  1. lamiapalestr_910 - 1 anno fa

    Se Toni decidesse di rimanere a Verona come dirigente (e addirittura come vicepresidente) mi sembrerebbe la prova più evidente e tangibile che Setti avrà anche fallito la stagione sul piano dei risultati sportivi ma che evidentemente gode della stima e del rispetto dell’ambiente (intendo proprio dall’interno…dallo spogliatoio in su). Toni non è certo uno che non capisce il calcio e cosa gli gira intorno. Non è certo uno che ha bisogno di soldi o a cui mancherebbero le alternative. Ed è uno che nell’azienda di Setti ci vive e lavora da ormai 3 anni. Se deciderà davvero di diventarne addirittura un dirigente e di metterci lavoro e faccia…beh possiamo dire quello che ci pare ma evidentemente gli stipendi vengono pagati, i progetti sono credibili e l’uomo (Setti) non è percepito da un campione del mondo (che ha giocato in società come il Bayern e la Juventus) come un ciarlatano.

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