Aspettando l’allenatore, chi è Fabio Grosso

Aspettando l’allenatore, chi è Fabio Grosso

Candidato numero uno alla panchina dell’Hellas, ecco come ha giocato quest’anno il Bari

di Michele Tossani, @MicheleTossani

Sembra ormai assodato che la direzione presa dal presidente del Verona Maurizio Setti per l’accoppiata direttore sportivo – nuovo allenatore vada verso Tony D’Amico e Fabio Grosso, anche se altre strade non si possono ancora escludere.

Che l’ex campione del mondo sia l’uomo giusto per rilanciare il Verona è presto a dirsi, con un mercato ancora da fare e senza aver potuto valutare le concorrenti. Resta però il fatto che Grosso non si libererà prima della fine dei playoff che disputerà col Bari. Che cosa accadrebbe in caso di promozione con i galletti?  Grosso ha un contratto col Bari fino a scadenza giugno 2019 ma l’accordo prevede un’ulteriore prolungamento automatico per un’altra stagione in caso di promozione nella massima serie. Quindi, in ogni caso, il Verona dovrebbe cercare l’accordo con i pugliesi per liberare l’allenatore. Sarebbe auspicabile una transazione che preveda una contropartita tecnica piuttosto che il dover attingere dal paracadute, necessario per allestire una rosa all’altezza.

E se poi Grosso, in caso di vittoria nei playoff, decidesse di giocarsi le sue carte sul palcoscenico più importante? A quel punto il Verona si ritroverebbe spiazzato e dovrebbe spendere altro tempo per cercare un nuovo allenatore, magari in un periodo in cui altri nomi appetibili potrebbero già aver trovato una loro collocazione.

Che tipo di allenatore è Grosso?

Dal punto di vista tattico l’allenatore del Bari ha iniziato il campionato utilizzando il 4-3-3. Gli esterni di difesa giocavano aperti per dare ampiezza, potendo anche collaborare tramite sovrapposizioni con le ali. Proprio i movimenti delle catene esterne sono risultati fondamentali nel 4-3-3 di Grosso perché è sulle combinazioni fra terzino, mezzala ed esterno offensivo che si basava il gioco offensivo dei biancorossi. In questo senso quello di Grosso è stato un classico 4-3-3 con la squadra pronta a cambiare campo se lo spazio in una zona è chiuso. Come no.9 Grosso sembra favorire un giocatore abile nel gioco di sponda, in grado di dialogare con i compagni.

Anche quando il tecnico è passato ad utilizzare altri sistemi di gioco nel corso della stagione, la ricerca dell’ampiezza e l’occupazione degli half-spaces sono rimasti dei principi base della sua fase offensiva. In fase difensiva, con il Bari che tendeva a soffrire le ripartenze avversarie in campo aperto, Grosso ha via via cercato di dare più copertura alla squadra in queste situazioni, utilizzando degli accorgimenti tattici che evitassero ai biancorossi di subire pericolosi contropiedi.

In generale Grosso ha mostrato una certa elasticità, riuscendo a guidare il Bari alla quinta posizione in classifica (al pari del Venezia), diventata poi la settima a seguito della penalizzazione di due punti che ha costretto la lega di Serie B a rinviare di qualche giorno l’inizio dei playoff.

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