CARPI-VERONA, I PIÙ E I MENO TRA I GIALLOBLÙ

CARPI-VERONA, I PIÙ E I MENO TRA I GIALLOBLÙ

Rafael miracoloso. Marquez non c’è. Moras solito guerriero

Nel dopo gara Artur Ionita, si presenta alla stampa dicendo che al Verona manca “tanto così” per concludere in rete. Andrea Mandorlini è nervoso, e si lascia andare ad una esternazione che ai più lascia l’amaro in bocca: “Firmerei per il quart’ultimo posto” segno che per la prima volta in questi sei anni di guida tecnica il condottiero ravennate è ferito e in palese difficoltà. Maurizio Setti in tutto questo è parso tranquillo e non preoccupato, sicuro che, ritrovati gli infortunati tutto si risolverà nel migliore nei modi. Che dire… Anche noi vorremmo avere la stessa tranquillità del presidente e della dirigenza di via Belgio, ma per chi di calcio un po’ ne capisce, capisce che questa è una situazione che non si recupererà con l’innesto in squadra di Toni e company.

I PIÙ

RAFAEL. Prendere o lasciare. Rafael è così, quando va nel pallone ha bisogno di qualche scossone per poi diventare il San Rafael che non ci ha mai abbandonato e che tutti conosciamo. Ionita si è complimentato con lui e sinceramente ha ammesso: “Se non ci fosse stato Rafa oggi avremmo perso”. Altre volte per le incertezze del portiere brasiliano, i punti, il Verona li ha lasciati sul campo ma il doppio intervento di ieri non può far altro che confermare una cosa…Rafael è e resterà per lungo tempo il portiere titolare.  Migliore in campo.

MORAS. Tutto si può dire ma non che Vangelis Moras non metta anima e cuore in ogni partita. Il suo compagno di reparto non lo aiuta, e così ogni domenica si vede costretto a giocare da solo contro gli attacchi frontali degli avversari. È chiaro che se davanti non hai un centrocampo che “scherma” a sufficienza prima o poi il gol lo prendi, ma il suo “sporco” lavoro Moras lo porta a casa, eccome. Al triplice fischio, è solito rimanere solo, in disparte, col capo chino a guardare il manto verde… O è un attore o veramente questa maglia gli è entrata nel cuore.

GRECO. Sempre tra i migliori in campo, e molti ad inizio campionato non lo vedevano tra i titolari. Il romano però mette sempre ordine a centrocampo disegnando passaggi e aperture. Certo, fare il play quando davanti si muove poco o niente non è per nulla compito facile. Al centrocampista servirebbe un po’ più di personalità. Il Verona dovrà e deve ripartire anche da lui.

 

I MENO

MARQUEZ. Il giocatore messicano (sempre tra i peggiori) perde palla in maniera imbarazzante per quella che potrebbe essere la mazzata finale. Inoltre, come se non bastasse, si fa pure male. Noi ci auguriamo non sia nulla di grave ma speriamo anche che il messicano in questo periodo di recupero possa rivedere le sue priorità. Se non se la sente di giocare che lo dica, per il suo bene, del Verona e dei suoi tifosi. Largo ai giovani.

SALA. Ormai tra i meno non può mancare Jacopo Sala. Il bergamasco pare sempre spaesato e privo di voglia. Le cose da dire a suo riguardo sono sempre le stesse e a lungo andare si rischierebbe di diventare ripetitivi. Passiamo oltre.

MANDORLINI. Dispiace veramente. Non è giusto puntare sempre il dito contro l’allenatore anche se alla fine, quello che ci rimette le penne per primo in una società è sempre e solo il mister. Di certo non si aspettava questa partita, ne siamo sicuri, ma quella di Modena è l’ennesima dimostrazione di come il Verona non reagisca ai suoi comandi e alle sue direttive. Nervoso e spento.

foto Getty per Gazzanet

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