Cerci, al Verona la nuova sfida di un talento fuori dagli schemi

Cerci, al Verona la nuova sfida di un talento fuori dagli schemi

Dalla Roma al feeling con Ventura, storia, dritti e rovesci del colpo dell’Hellas

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Domani il Verona ufficializzerà l’ingaggio di Alessio Cerci, esterno offensivo sulla soglia dei 30 anni e che pochi giorni fa ha risolto il contratto che lo legava all’Atletico Madrid.

Cresciuto nel settore giovanile della Roma, Cerci è sin da subito considerato uno dei migliori prodotti del vivaio giallorosso. Il suo enorme potenziale è sotto gli occhi di tutti. Tra il 2006 e il 2009, il club della Capitale lo gira in prestito per fargli maturare esperienza: l’ala sinistra veste infatti le maglie di Brescia, Pisa e Atalanta. In particolare, è molto positiva la sua esperienza in Toscana, dove raccoglie 26 presenze e 10 gol in Serie B, sotto la guida di Giampiero Ventura. Tuttavia, il feeling con la Roma non sboccia fino in fondo, e così nell’estate 2010 firma un quadriennale con la Fiorentina.

La seconda esperienza in Toscana è piena di alti e bassi. Da un lato, il calciatore regala incredibili giocate e incursioni sulla fascia, che gli valgono il coro dei tifosi “Alessio Cerci è il nostro Messi…”, dall’altro fuori dal campo compie gesti che la piazza non gradisce, come ad esempio il viaggio a Formentera durante il campionato, che Cerci giustificò così in un’intervista di maggio 2012 a “La Gazzetta dello Sport”: ” Vero, ero a Formentera. Avevo già rimandato l’appuntamento sei volte, se non avessi firmato l’atto d’acquisto della casa che ho comprato là avrei perso 300 mila euro. Siccome il notaio sarebbe arrivato il giorno dopo, chiamai la società per informare che sarei rimasto un giorno in più”.

Altro aneddoto del biennio in riva all’Arno è la curiosa storia di lui in giro con un gatto al guinzaglio, prima di entrare in un ristorante in zona Porta San Frediano. A ogni modo, Alessio precisa, nella stessa intervista rilasciata alla “Rosea” di non essere una cosiddetta ‘testa calda’: “E’ un’immagine che non mi appartiene, sono un ragazzo semplicissimo. Non bevo, non fumo e non vado a mignotte, frequento gli amici di sempre. Poi a vent’anni si possono commettere delle piccole cavolate, ma verso di me c’è stato troppo accanimento”.

L’avventura con la casacca viola termina ad agosto 2012, quando viene acquistato dal Torino. La seconda stagione all’ombra della Mole è quella della rinascita: assieme a Ciro Immobile forma un duo offensivo pressoché perfetto. L’attaccante napoletano realizza 22 gol, mentre Cerci mette a segno 13 marcature e ben 11 assist. Anche al Torino, il suo allenatore è Ventura, l’unico tecnico che finora sia stato in grado di tirare fuori il meglio da lui.

I numeri in granata gli valgono la chiamata dell’Atletico Madrid. Tuttavia, il suo percorso in Spagna è molto negativo: poche presenze e, quando viene impiegato, Cerci ha un rendimento poco convincente. Torna in Italia con la formula del prestito, prima al Milan e dopo al Genoa.

Quest’anno, invece, l’esterno è rimasto all’Atletico, con cui è sceso in campo in una sola occasione nella Liga.

Ora Cerci è chiamato al riscatto con la maglia dell’Hellas.

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