CINQUE COSE CHE HO VISTO IN JUVENTUS-VERONA

CINQUE COSE CHE HO VISTO IN JUVENTUS-VERONA

L’Hellas alla ricerca di condizione fisica e di un mercato che sia all’altezza

1) Tre a zero in teoria vuol dire che hai fatto pena. Che ne hai preso appena uno in meno rispetto al 18 gennaio di un anno fa, e quindi hai fatto solo un po’ meno pena. Solo che lo scorso anno in due partite abbiamo preso 10 gol, facendo schifo, non pena, omettendo in modo perfetto di giocare a calcio. Oggi, invece, per tutto il primo tempo il Verona è stato quantomeno ordinato, permettendosi anche un discreto possesso palla e un buon (sterile) palleggio contro la Juventus (non contro la Juve Stabia). Poi nel secondo tempo un pochino di pena sì, siamo tornati a farla. Del resto con la preparazione estiva svolta due settimane fa capita che si cali fisicamente. Ma la verve, l’agonismo, la garra, quella non si allena. E se manca quella… altro che rincorsa salvezza. Anche Delneri è sembrato un po’ meno convinto oggi in conferenza stampa… la sensazione è che sia e si senta isolato e… braccato.

2) Forse il Verona avrebbe perso comunque. Però La Juventus va due volte in vantaggio solo su calcio da fermo. Però Pazzini se la butta dentro in acrobazia viene giù il settore ospiti. Però quel colpo di testa inventato dal Pazzo e solo un pelo in fuorigioco. Però, però, però. Pazzini dicevamo. Qualcuno dice che il suo ginocchio non è e non sarà più lo stesso. Nel dubbio gli abbiamo fatto cinque anni di contratto, perché “quando è arrivato stava bene”, diranno in via Belgio: hanno la stessa risposta registrata per tutti gli infortunati. Detto ciò, oggi ha fatto vedere cose pregevoli, si può dire che il primo acquisto da direttore sportivo di Luca Toni può davvero essere importante per questo Verona. Speriamo regga. Lui e il ginocchio.
3) Non contenti di quelle già pestate, ne andiamo in cerca di altre. A mercato estivo chiuso Bigon?, Gardini? prendono Matuzalem, svincolato, lontano un paio di mesi dalla condizione accettabile anche solo per esistere in Serie A. Gli fanno un contratto di collaborazione occasionale. Il brasiliano si rivela ampiamente inutile ed inutilizzabile e pare che sia già in viaggio verso l’America per cercare l’oro. Buon viaggio. Nemmeno il tempo di pulirsi le scarpe che Bigon?, Gardini? piazzano un altro colpo sul marciapiede: Emanuelson, che da quest’estate si allena da solo a Milanello e guarda i lavori con le mani dietro la schiena. Era rimasto svincolato per ben tre volte da Milan, Roma e Atalanta. Qualcosa vorrà dire. Io capisco di mercato come qualcuno in via Belgio capisce di bilanci, ma credo che per salvarsi servano calciatori motivati e pronti, anche soltanto in prestito secco. Non c’è tempo per ritrovare la forma, non siamo una pia opera. È questo il mercato che hanno in mente Bigon?, Gardini? Ce lo dicano così smettiamo anche solo di credere alla salvezza.
4) Moras. Pare che lo Spezia lo cerchi avidamente e che l’Hellas Verona, anziché dire “è l’unica cosa da tenere in questa difesa”, abbia chiesto solo 200 mila euro, in contati, pezzi piccoli. Pagando questa cifra Volpi può portarlo via. Così, oltre a perdere uno dei pochi che davvero sta dando tutto per la causa, servirà un altro centrale. Moras va rinnovato, non ceduto. Sia che si rimanga in Serie A che, soprattutto, che si precipiti in B.
5) Domenica al Bentegodi arriverà il Palermo. Non si capisce chi ci sarà in panchina perché Zamparini non ha ancora scelto se tenere Ballardini, richiamare Iachini o puntare tutto su Pulcinella. In ogni caso non sarà una partita semplice. Le abbiamo definite tutte decisive, in ultimo Carpi e Frosinone, facciamolo anche adesso che tanto male non fa ed è gratis.
Foto Getty per Gazzanet
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