CINQUE COSE CHE HO VISTO IN VERONA-LAZIO

CINQUE COSE CHE HO VISTO IN VERONA-LAZIO

Lettura ragionata di una sconfitta da decifrare

1) C’è un antico detto etrusco che più o meno fa così: “Mandorlini, se 4-3-3 non puoi fare, 4-3-3 non fare”. L’essere punta vera di Gomez in Serie B non può essere paragonato, ancor prima che replicato, in A. Jacopo Sala sta lentamente ritornando a fare in modo decente l’interno e già gli chiediamo di fare il Sala2014 che a destra faceva anche il portiere. Siamo d’accordo sul fatto che questa squadra con questo modulo non può prescindere da Luca Toni e che nemmeno Pazzini può sostituirlo? È un modulo ad personam. Il 65% di possesso palla della Lazio racconta poi di una incapacità di tenere palla e di tessere trame a centrocampo. Consoliamoci con la sorpresa Wszolek: non si vedevano ripartenze così veloci e micidiali dai tempi di Itu; nel 4-3-3 dovrà essere testato in fase di copertura, ma uno così può fare terzino, esterno in mezzo e attaccante nei tre.

2) Nell’Inter dello scorso anno Mazzarri ha fatto debuttare il non ancora 17enne Bonazzoli, mentre Mancini il quasi coetaneo Puscas, all’epoca astri nascenti della Cantera nerazzurra. Il Verona può contare su un bel prospetto arrivato in prestito dal Catania: lo slovacco Lubomir Tupta, stella delle selezioni giovanili slovacche, tra i migliori talenti dell’Est. Per evitare la tentazione non è stato nemmeno convocato e abbiamo portato al Bentegodi 19 uomini di cui uno, Hallfredsson, al 60%.

3) Ammettiamo subito una cosa: in 7 minuti la Lazio ha avuto un gol annullato (o rigore non concesso) con Souprayen che tira giù Gentiletti (e palla in rete), e un penalty negato nell’azione che ha visto Helander stendere Felipe Anderson. Netto, poi, il rigore fischiato a Sala per un entrata scoordinata, in ritardo e senza senso su Keita che lo aveva ubriacato in area di rigore (passare in cinque secondi dall’attaccare al difendere ha talvolta i suoi limiti oggettivi). Sulla punizione del 1-2 c’è poco da dire. L’unico ad uscire dal muro difensivo è stato Wszolek, in ritardo e con troppa leggerezza.

4) Quelli che… “Moras vai via, sei vecchio, prendiamo un sacco di gol per colpa tua”. Semplicemente esemplare. Contro la Lazio non è passato nulla: palle alte, palle lunghe, palle corte e un salvataggio sulla linea su tiro di Djordjevic a botta sicura. E, cosa non secondaria, in ogni partita mette sempre il cuore. Il fallo che causa la punizione di Biglia-Parolo non può  penalizzarlo in pagella.

5) Nervosismo. La difesa che manda a quel paese Rafael per un’uscita sbagliata, Jacopo Sala che ripete cinque-sei volte e in malo modo “stai calmo, stai calmo” all’indirizzo di Jankovic che lo aveva appena ripreso anch’egli con modi non proprio stilnovisti. Cose inedite per noi. Che succede al gruppo del Verona?

5 bis) Ragazzi, nessun allarme rosso, ma per la classifica saremmo terzultimi. Alla prossima c’è il Chievo. Fares, Ionita, Marquez, Pazzini, Romulo, Toni e Siligardi sono out, e speriamo di non dover aggiungere anche Gomez, uscito anzitempo. Esclusi gli infortuni traumatici, qualcuno può spiegarci cosa diavolo sta succedendo? Grazie.

1 commenti

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  1. Osvaldo1903 - 2 anni fa

    Riguardo al 5bis: peccato che sono quasi tutti traumatici: Fares frattura, Pazzini distorsione caviglia, Toni distorsione ginocchio e Siligardi distorsione ginocchio, Greco distorsione ginocchio. Ionita e Romulo si portano dietro problematiche della passata stagione, e alla fine l’interrogativo può valere solo per Marquez (che tra l’altro forse è riconducibile ad un problema sorto in nazionale) e Gomez se è più di un semplice affaticamento..

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