Il Verona pareggia a Venezia, 1-1 sotto la tempesta

Il Verona pareggia a Venezia, 1-1 sotto la tempesta

A Zaccagni risponde Di Mariano nel secondo tempo

di Jacopo Michele Bellomi, @jjbellomi

Il derby veneto numero 86 tra Venezia e Verona si conclude con un pareggio. Un gol per tempo: alla rete di Zaccagni a inizio partita risponde Di Mariano nella seconda frazione di gioco.

FORMAZIONI

Schieramenti speculari per le due squadre in campo. Grosso schiera i suoi con il consueto 4-3-3, quindi Silvestri in porta, Caracciolo e Marrone al centro della difesa con Crescenzi e Balkovec terzini; Henderson, Colombatto e Zaccagni in mediana a supporto del trio Ragusa, Di Carmine e Laribi.

Anche Zenga rispetta i pronostici: Vicario tra i pali dietro a Bruscagin, Modolo, Domizzi e Garofalo. Bentivoglio, Schiavone e Segre a centrocampo, mentre davanti ci sono Falzerano, Litteri, Di Mariano. C’è da dire che il modulo scelto da Zenga spesso sembra più un 4-5-1, visto che i due esterni d’attacco spesso arretrano in fase di non possesso.

PRIMO TEMPO, PARTE BENE IL VERONA, POI SOLO VENEZIA

Si gioca sotto la pioggia allo stadio Penzo di Venezia e all’inizio è la squadra di casa a sembrare più in palla: il Verona impiega cinque minuti per riuscire a mostrarsi nell’area avversaria con un buon cross di Ragusa, messo in corner da Bruscagin.

GOL DEL VERONA – Da quel momento i gialloblù inizio a dialogare e all’ottavo minuto sbloccano il match. Ragusa lancia Crescenzi, scattato sul filo del fuorigioco, passaggio a rimorchio per Zaccagni che mette in rete e fa 0-1 per il Verona.

Il Venezia comunque non demorde e cerca di giocare il pallone nonostante lo svantaggio. Al 17′ c’è una grande occasione per la squadra di casa: Segre riceve un cross da destra, colpisce da solo in area ma sbatte sul portiere Silvestri. Poco dopo, al 22′, Schiavone lancia Falzerano da metà campo, Marrone se lo perde e l’esterno tenta il pallonetto che termina fuori di poco. Il Venezia prende campo e ci prova ancora, mentre il Verona è costretto ad aspettare e a contenere le avanzate degli avversari. Un altro brivido al 40′: tiro dalla distanza ribattuto corto dalla difesa gialloblù, Litteri non ci arriva per poco. L’Hellas si rivede in contropiede nel finale, Ragusa crossa in area per Laribi che colpisce di testa ma Vicario para distendendosi a terra.

SECONDO TEMPO, SQUADRE LUNGHE E RIBALTAMENTI CONTINUI

Squadre più lunghe sotto la tempesta che comincia all’inizio della frazione. Parte bene ancora una volta il Verona, con Ragusa che punta l’uomo e crossa per Di Carmine, il cui colpo di testa finisce tra le mani del portiere. Al nono minuto il Venezia protesta per un contatto sospetto in area di rigore su Litteri, ma l’arbitro lascia correre. Poi si rivede Ragusa, che scappa sul filo del fuorigioco su assist di Colombatto e a tu per tu con il portiere spara sull’esterno della rete.

CONFUSIONE – Di Mariano entra in area, passa tra due difensori e cade, quindi tutto il Venezia chiede il rigore. Subito dopo si rialza e comincia a beccarsi con Crescenzi per una presunta testata, intanto il pallone è ancora in gioco e Ragusa si prende il giallo per un intervento scomposto.

GOL DEL VENEZIA – Un paio di tiri dalla distanza, poi il corner di Garofalo, Modolo colpisce di testa, la palla rimane lì, arriva Di Mariano che scarica in rete un tiro violento con una deviazione. 1-1 allo stadio Penzo.

Cambia subito Grosso: esce Zaccagni, autore del gol, ed entra Dawidowicz. Zenga mette Marsura per Segre. La partita è vivace, con tanti ribaltamenti di gioco. Al 70′ Schiavone impegna Silvestri a una grande parata su punizione.

DI CARMINE SUL PALO! – Il Verona fatica e si affida soprattutto alle avanzate sulla destra di Ragusa, che all’80’ cerca ancora Di Carmine. L’attaccante colpisce di testa da un metro ma centra il palo. Subito dopo fuori Labiri e dentro Cissé, mentre a tre minuti dalla fine Grosso fa uscire Ragusa per Tupta.

Classica fase di lanci lunghi a cercare gli attaccanti, ma alla fine l’arbitro fischia tre volte e la partita si conclude con un pareggio, tutto sommato giusto per quanto visto in campo.

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