VERONA-UDINESE, I PIÙ E I MENO TRA I GIALLOBLÙ

VERONA-UDINESE, I PIÙ E I MENO TRA I GIALLOBLÙ

Rafael, che errore. Pazzini c’è. Mandorlini ostinato nelle scelte

I tifosi gialloblù presenti al Bentegodi stavano già pregustando i primi tre punti di questo campionato che avrebbero permesso al Verona, quantomeno, di prendere una boccata d’ossigeno e di autostima. Invece, a segnare, e a raggelare gli spalti, ci ha pensato lui, Cyril Thereau, che in settimana aveva espresso desiderio di voler ritornare al gol proprio nel suo ex stadio. Boccone amaro per il Verona, che non riesce a vincere, e che si ritrova  stabile nei bassifondi della classifica.

I PIÙ

GRECO. Leandro è l’unico che cerca di dare freschezza ad un modulo che in questo inizio campionato non pare funzionare come gli scorsi anni. Una manovra del Verona che risulta lenta, i passaggi per arrivare sulla trequarti avversaria sono molti, troppi. E allora ecco che a dare un po’ di luce, di ordine e dinamicità ci ha pensato il classe ’86. Bravo anche in fase difensiva.

HALLFREDSSON. La sua Islanda viaggia che è una meraviglia ed Emil può dire di aver lasciato il segno sia in nazionale che ieri contro l’Udinese. Cattivo, commette falli, si prende pure il giallo e non lascia respiro alla manovra friulana. A questo Verona, privo di colonna vertebrale, quelli come lui servirebbero come il pane. Col suo sinistro potrebbe fare parecchi danni alle porte avversarie, ma spesso ci pensa due volte prima di tirare dal limite dell’area avversaria. Unica pecca.

PAZZINI. Il suo “sporco” lavoro contro l’Udinese l’ha fatto eccome. Certo, lo schema lancio lungo dalla difesa con in allegato la protezione della palla per far salire la squadra, non gli si addice molto. Toni in questi casi sarebbe prezioso, ma di questi tempi uno come Pazzini ce lo teniamo ben stretto. Dopo il recupero record, contro l’Udinese ci mette grinta, voglia e rabbia. Grinta che viene premiata con la sua prima rete in questo campionato, proprio sotto la curva sud. Nel secondo tempo sparisce sempre di più, ma provateci voi a giocare da soli per 90 minuti.

I MENO

RAFAEL. Prendersela col portiere quando si subisce gol il più delle volte risulta facile e soprattutto comodo. Ma quando commetti certi errori, non ci sono scusanti. L’intervento su Bruno Fernandes dopo cinque minuti sembra più che una parata, un bagher di scarsa fattura. Nel corso del match, non viene mai particolarmente impegnato dall’attacco avversario, ma a pochi minuti dalla fine commette l’errore che costa un’intera partita e i due punti. Troppo altalenante.

SILIGARDI. Molte delle punizioni e degli angoli battuti ieri sono arrivati dai suoi piedi, ma Luca pare non avere molta dimestichezza con i calci piazzati. Quando hai uno come il Pazzo che gira pericolosamente in aerea di rigore non puoi gettare al vento queste occasioni. Nel primo tempo ha l’astuzia di procurarsi il rigore che porta in vantaggio il Verona ma poi poco, troppo poco.

MANDORLINI. Perchè non riesce più a trasmettere alla sua squadra quella cattiveria che vedevamo nei campionati passati? Perchè si ostina a vedere il calcio e il gioco del pallone solo in un’unica e ammuffita direzione? Perchè durante gli allenamenti non si lascia avvolgere dal calore del popolo veronese? Perchè questa paura di azzardare? Perchè questo chiudersi sempre in difesa per portare a casa il risultato?

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