Aspettando Musa Barrow (o chi per lui), che Hellas abbiamo?

Aspettando Musa Barrow (o chi per lui), che Hellas abbiamo?

Pregi e difetti del Verona di oggi

di Andrea Spiazzi, @AndreaSpiazzi

La gara di Coppa Italia con la Cremonese ha evidenziato quello che già nel precampionato si è ampiamente visto. Il Verona sta costruendo una buona squadra per la A (chiaro il concetto che si parla di salvezza), in linea con le possibilità finanziarie di Setti.

Attualmente l’Hellas è tra le squadre che più dovranno lottare per portare a casa la pelle e la permanenza nella massima categoria. Lampante e allarmante è la carenza in zona gol. Con la Cremonese sarebbe probabilmemente bastato Di Carmine per avere ragione dei lombardi, o forse anche Pazzini, che però non è bestemmia dire che a 35 anni non è più quello di un tempo, e forse nemmeno quello di due anni fa. Tupta resta un rincalzo.

Chiaro che il Verona si sta muovendo per arrivare a prendere un centravanti, meglio sarebbe due. Di Carmine avrà tempo fino a gennaio per mostrare che sa fare gol in A. Non c’è tempo, già nelle prime due gare con Bologna e Lecce i gialloblù dovranno portare a casa punti, perchè fondamentale sarà la partenza. Musa Barrow è l’indiziato numero uno quale rinforzo d’attacco e dovrebbe arrivare dopo la prima di campionato. La trattativa è ben avviata, Gasperini e Percassi lo vogliono in campo con continuità e Verona è, in tal senso, la piazza giusta. È un ragazzino? 21 anni in autunno, l’età dice questo. Ma vale già molto (si dice una ventina di milioni) e qualcosa vorrà dire. Sosterrà il peso dell’attacco da solo? Starà a Juric gestirlo. Lui ha qualità già conclamate, le deve solo mettere in gioco.

Inutile aspettarsi un bomber fatto, le finanze non lo permettono. Se ancora qualcuno non se ne è reso conto in questi anni meglio si dedichi alla Tombola o a Monopoli. Questo è il Verona di Setti, prendere o lasciare. Un Verona che grazie anche alla sorte buona (col Palermo sarebbe finita così? Io dico di no) ha centrato un obiettivo clamoroso: la seconda promozione di fila dopo due cadute di fila. E chi sostiene che è roba semplice o dovuta è un povero pinguino (con rispetto totale verso gli amici sfeniscidi).

Ora ci aspetta un’altra scommessa, mannaggia sempre con le tasche mezze vuote, sì. Ma la qualità di alcuni acquisti c’è: Lazovic, Veloso, Verre, Tutino, Rrahmani – attendendo di capire se lo svarione in Coppa di Gunter sia stato solo una casualità e di vedere se Bocchetti regge e non boccheggia. Di Amrabat i video dicono bene, vedremo sui prati italiani. Grave la perdita di Badu a cui va tutta la nostra simpatia e il nostro augurio di poter tornare in campo, presto o tardi ma di tornarci.

In avanti, però, se non hai peso e qualità, non ti salvi. Io voto Barrow in entrata piuttosto che un vecchio crampiforme qualunque che arriva in pre-pensionamento. Ma potrebbe non bastare. Il condizionale è il verbo per eccellenza del Verona: potremmo salvarci, potremmo prendere questo, potremmo anche retrocedere. Con buona pace di chi, ipercritico, grida già alla rovina dopo la Coppa Italia e punta l’indice sull’incapacità di Juric (personalmente ho visto un quasi perfetto primo tempo, mannaggia ai pedi storti là davanti…), seguire il gialloblù, quello vero, è sempre stato sofferenza e pare debba andare avanti così finchè non si presenterà uno sceicco, un cinese o un amerrecàno che tanto non si presenterà. Ma chissà. A proposito la barzelletta Sullivan dell’estate, dai toni hard, è stata molto divertente, grazie.

Percentuale salvezza? Oggi, aspettando il 2 settembre, dico non più del 50 per cento. Vediamo se Barrow o chi per lui ci farà essere un po’ più ottimisti. Intanto avanti i blu che chi si volta è perduto.

Foto: Hellas Verona

A.S.

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