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Caprari salva il Verona, 1 a 1 con la Sampdoria

Getty Images

Hellas spento per un'ora, la classe del suo numero 10 lo rianima

Andrea Spiazzi

Il Verona, dopo la prestigiosa vittoria a Bergamo, fatica non poco con la Sampdoria per strappare un pareggio interno. Dopo un’ora di gioco tra le più anonime al Bentegodi, con i doriani che passano nel primo tempo grazie a un rigore per un pestone inutile di Gunter a Caputo, la squadra di Tudor ringrazia l’estro e la bravura di Caprari che pareggia a modo suo e rianima una gara che sembrava fin lì destinata a una delle più deludenti di stagione.

 FORMAZIONI

 VERONA (3-4-2-1): Montipò; Ceccherini, Günter, Casale; Faraoni, Tameze, Ilic, Lazovic; Barak, Caprari; Simeone

A disposizione: Chiesa, Boseggia, Veloso, Lasagna, Cancellieri, Bessa, Depaoli, Frabotta, Sutalo, Retsos, Hongla, Praszelik - Allenatore: Igor Tudor

SAMPDORIA (4-3-1-2): Audero; Bereszynski, Ferrari, Colley, Augello; Candreva, Rincon, Thorsby; Vieira; Sabiri, Caputo

A disposizione: Ravaglia, Falcone, Sensi, Ekdal, Supriaha, Askildsen, Yoshida, Magnani, Quagliarella, Murru, Damsgaard, Trimboli - Allenatore: Marco Giampaolo

Arbitro: Giovanni Ayroldi (Sez. AIA di Molfetta)

Pioggia al Bentegodi fino al calcio d’inizio, presenti spettatori, 1800 circa i tifosi della Sampdoria.

Prima della gara viene osservato un minuto di raccoglimento per la scomparsa di Emiliano Mascetti.

PRIMO TEMPO. IL VERONA PARTE BENE, POI POCHE OCCASIONI

HELLAS SUBITO VICINO AL GOL. Avvio equilibrato, i giocatori prendono confidenza col terreno scivoloso. Audero esce in scivolata per fermare Simeone al 6’, due minuti dopo Lazovic dribbla e pennella, sul secondo palo arriva Faraoni che sbaglia un gol davvero facile calciando fuori a porta sguarnita. Il Verona aumenta i giri.

Vicinissimo al gol ci va anche Barak, al 10’, quando, dopo una bella azione dei gialloblù sempre con pennellata di Lazovic, incorna ma trova la testa di Thorsby a togliere una palla destinata in rete.

La Samp reagisce e guadagna un corner al 13’ dopo un passaggio errato di Montipò.

Tameze strappa un pallone a centrocampo e triangola con Faraoni, è corner tra gli applausi. Sugli sviluppi lo stesso calcia al volo fuori di poco. Il Verona quando accende il motore fa paura, ma nel primo tempo le sgasate sono poche, con Caprari poco cercato e controllato da Bereszynski e Ferrari.

Tameze parte in verticale, con Barak confeziona un assist per Simeone bloccato dai centrali della Samp al 35’.

RIGORE E GOL DI CANDREVA

Mentre i minuti passano scialbamente, Ayroldi al 43’ fischia un rigore per un pestone di Gunter (ammonito) ai danni di Caputo dopo che aveva già tirato. Candreva prima calcia centrale con Montipò che respinge, poi raccoglie e deposita in rete per lo 0-1.

SECONDO TEMPO. AYROLDI INVENTA COSE, LA GARA SI INNERVOSISCE

Sutalo sostituisce Gunter. Ilic parte in percussione e viene buttato giù con una forte spallata da Ferrari, Ayroldi non fischia. Poco dopo un tiro di Tameze viene deviato vistosamente da Vieira, ma l’arbitro non concede il corner tra l’incredulità generale. Vieira viene poi ammonito per un fallaccio a centrocampo su Tameze.

Il Verona si lascia andare ad errori tecnici e sarebbe il caso di cambiare qualcosa. Simeone e Caprari girano a vuoto. Faraoni, servito da Caprari, sbaglia un cross facile in corsa verso il fondo.

Lasciano il campo Barak e Faraoni ed entrano Lasagna e Depaoli al 17’. Ekdal e Sensi sostituiscono Rincon e Vieira.

Audero esce su Lasagna al limite dell’area e lo anticipa. I doriani cadono a terra per i crampi, il tempo scorre.

Giampaolo toglie Ferrari per Yoshida e Augello per Murru.

CAPRARI! 1-1

Serviva un’invenzione delle sue, una sua fiammata. Che arriva al 34’. Gianluca Caprari infilza la sua ex squadra con un’azione personale che inizia al limite dell’area su servizio di Depaoli, il primo tiro è respinto da Yoshida, Caprari recupera, dribbla Audero e sfodera il suo destro mortale.

L’Hellas prova a spingere ancora, la Samp si arrocca, poi nel finale tenta il colpaccio. Uno a uno e bene così, per come si era messa. Ma per andare a caccia del record di punti in A serviva ben di più.

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