Dal rischio nono posto al sogno Serie A: la parabola del Cittadella

Fino a un mese e mezzo fa i granata sembravano fuori dalla corsa alla promozione

di Raffaele Campo

Manca sempre meno alla partita del Tombolato di domani sera tra Cittadella ed Hellas.

Dal 2016, quando era tornato in Serie B dopo la stagione in C, il Cittadella è una squadra sempre più autorevole in cadetteria. È il terzo anno consecutivo infatti che i granata accedono ai play-off, ma mai erano arrivati così in alto, sognando da così vicino l’approdo in A. Inoltre, per questo club vale la “regola del 10”: “ogni decennio un salto. Inizio anni Settanta, nasce il Cittadella come lo conosciamo oggi. Anno 1980, prima volta in D (si chiamava Interregionale); 1989: prima volta in C2; 1998: prima volta in C1. È il 2000: prima promozione in B, e sembrava già fantascienza. Nel 2010 il sogno della A si spegne in semifinale. Siamo al 2019, in zona«regola del 10», e secondo l’algoritmo rispettato dalla famiglia Gabrielli e dal d.g. Stefano Marchetti — binomio che ha reso possibile crescita, conti in ordine, lancio o rilancio di giocatori – dovrebbe succedere qualcosa. Qualcosa di grosso”.

Quanto all’annata attuale, dopo un grande avvio c’è stato un momento in cui la squadra di Venturato – che nel settore offensivo vanta ottime individualità, su tutti bomber Moncini, arrivato a gennaio in prestito dalla Spal e che in 19 presenze ha segnato la bellezza di 15 gol, ma anche i vari Schenetti, Finotto e fino a gennaio Strizzolo – sembrava quasi fuori dalla zona play-off, in quanto tra la fine di dicembre e la metà di febbraio erano arrivati cinque ko in sette gare, ma poi i granata, con un’ottima organizzazione di gioco sotto la regia di capitan Iori, hanno saputo invertire nuovamente la rotta e, pur soffrendo fino all’ultima giornata, hanno conquistato gli spareggi.

Grande merito va al tecnico Roberto Venturato, nel club di Gabrielli dal 2015, di poche parole ma da sempre uno stratega dotato di un grande acume tattico. Lo 0-3 di Benevento, nella serata in cui ha completamente imbrigliato la manovra giallorossa, ne è la prova inconfutabile.
Ora è chiamato alla prova più importante, ossia provare a regalare un sogno indimenticabile ad una città di poco più di 20.000 abitanti. Di contro avrà un Verona molto carico e anch’esso sulle ali dell’entusiasmo che le ultime prestazioni ha portato in casa gialloblù.

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